Allarme intoppo per l’asta Lte in Italia

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

Facciamo il punto sull’asta Lte per passare al 4G in Italia. Dovrebbe fruttare 2,4 miliardi di euro, ma il ministero della Difesa e le tivù locali si mettono di traverso ai piani del governo. Il parere del presidente AgCom

Secondo il governo dovrebbe fruttare 2,4 miliardi di euro, una cifra probabilmente sovrastimata, ma che rende l’idea dell’importanza della banda larga mobile nell’era cloud, di smartphone e tablet. Si tratta dell’asta Lte. Tuttavia si registra un primo intoppo: a rischio sarebbero le frequenza del ministro della Difesa, , anche se il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani minimizza: “Non sono mai sparite le frequenze del ministero della Difesa” che dovevano essere messe all’asta “avendo il ministero una sorta di riserva sul canale 69 che dovra’ essere messo a disposizione come tutti gli altri canali“. Che ne è delle frequenze da mettere all’asta, e che dovrebbero generare 2,4 miliardi di euro? Sembra che il governo abbia fatto i conti senza l’oste, scrivendo in Finanziaria la cifra della vendita delle frequenze a 2,6 GHz, ma la Difesa vuole soldi in cambio.

Le frequenze servono all’Umts/Hspa, per evitare lo spettro del “collasso digitale” (paventato dal presidente dell’AgCom lo scorso giugno, anche se Telecom Italia ha sempre negato questo rischio); le frequenze servono soprattutto alla quarta generazione di banda larga mobile, Lte (Long term evolution), di cui i primi smartphone 4G sono in commercio da mesi negli Usa e i modelli più evoluti si sono visti all’ultimo Mobile World Congress (Mwc 2011) a Barcellona.

Il ministero della Difesa già si mise di traverso ai tempi del’asta per il WiMax, che, partendo in ritardo, ha lasciato gli operatori in un limbo. Ora la querelle potrebbe ripetersi con Lte, anche se lo sblocco dei canali dal 61 al 69 dello spettro a 800 MHz (garantita dal ministro Romani) è già un passo avanti. Le frequenze a 2.6 GHz servono per le femtocelle: le femtocells sono celle di rete mobili personali, da installare in casa e ufficio per ottimizzare la copertura e la qualità del servizio di singoli utenti.

Ma la vicenda è tuttora ingarbugliata, e invece servirebbe chiarezza se davvero il governo vuole ricavare cifre importanti dall’asta, come successo in Germania e Scandinavia. Mentre non ci sono ancora sul tavolo le frequenze della Difesa considerate indispensabili alle telco, le tivù locali daranno battaglia per la perdita dei canali 61-69.

A Mwc 2011 Ericsson ha affermato che mobilità, banda larga e cloud sono le basi per una società connessa. Le previsioni indicano che si raggiungeranno 5 miliardi di sottoscrizioni alla banda larga mobile entro il 2016. “Abbiamo impiegato 100 anni per arrivare a un miliardo di connessioni fisse, ma ce ne sono voluti solo 20 per fare 5 miliardi mobili” ha detto il Ceo di Ericsson Hans Vestberg: ciò genererà sviluppo: il Pil cresce dell’1% per ogni 10% di penetrazione in più di banda larga.

Sempre a Mwc Ericsson in collaborazione con Verizon Wireless e Samsung hanno offerto una delle prime dimostrazioni al mondo di telefonata su Internet sfruttando la rete LTE, con uno smartphone caratterizzato da IMS client e configurato per  il servizio Voice over LTE (VoLTE), secondo le specifiche GSMA. Le aziende sono riuscite a raggiungere questo importante risultato grazie alla rete LTE Ericsson e allo smartphone LTE 4G Samsung che sarà distribuito da Verizon Wireless negli Stati Uniti entro la fine del 2011. A marzo lo standard sarà pronto, mentre a settembre inizieranno i test di interoperabilità nei laboratori Vodafone di Dusseldorf e di China Mobile di Pechino.

Update: Il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), Corrado Calabrò, ha detto che il ministero della Difesa farà la sua parte mettendo a disposizione le frequenze necessarie per poter fare l’asta a favore dei gestori della telefonia mobile (Reuters). Forse qualcosa si muove. Secondo Calabrò la telefonia mobile ha necessità di almeno 1 GHz aggiuntivo per le nuove applicazioni come telemedicina, il controllo del traffico e del consumo energetico nazionale. Dall’asta arriveranno circa 300 MHz. Però siamo ancora in alto mare: ancora non è stato istituito il comitato di ministri che deve preparare il bando e disciplinare di gara.

Lte, il 4G arriverà
Lte, il 4G arriverà
Autore: ITespresso
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