Allerta truffe online: troppe e ben camuffate

CyberwarSicurezza

Giorgio Sebastiano, responsabile area internet di Adiconsum, spiega a Vnunet
l’esplosione degli ultimi fenomeni di inganni in rete cercando di dare qualche
consiglio ai cittadini.

Truffe online supersofisticate. Sono ancora molti, troppi, nonostante i richiami e le ‘messe in guardia’ di stampa e altri media, gli inganni che passano attraverso la rete a danno di ignari cittadini che si trovano, a volte inconsciamente, invischiati in veri e propri raggiri a scapito del loro portafoglio. Gli ultimi casi poi arrivano da truffatori mascherati da insospettabili enti, istituti di credito (Poste, Banca Intesa, per esempio) oppure carte di credito. Vnunet ne ha parlato con Giorgio Sebastiano, responsabile area internet di Adiconsum, alla luce delle ultime ‘trovate’ truffaldine .

“Dobbiamo cominciare a ragionare in una epoca globale, non possiamo pensare di vivere in un paese dove ci sono basse attenzioni ai micro-crimini informatici. In realtà è una cosa molto pericolosa! Il grosso crimine informatico desta attenzione nella sensibilità pubblica, mentre la truffetta on line da 100 euro ha un’attenzione minore. In realtà, dietro a queste truffe ci sono delle organizzazioni che sfruttano in maniera illegale e distorta la libertà che dà la rete.

Internet – spiega Sebastiano – dà una libertà che il cittadino non si è conquistato ma ha ricevuto come regalo e la mancanza di competenza lo rende più vulnerabile. Il computer ormai è sempre più assimilabile a un elettrodomestico, si vende nei supermercati. In realtà, connesso poi alla rete, diventa oggetto di insidie e pericoli che sfuggono al consumatore onesto ma non competente, facendone il bersaglio preferito dai criminali informatici.

C’è bisogno di equilibrio – tuona Sebastiano – da un lato una rete worldwide che necessita di un corretto approccio culturale, dall’altro lato occorre una politica non più legata al quartiere Italia. Per poter combattere i crimini informatici in rete ci vuole una politica legislativa che sappia armonizzare e creare il concetto di reato a livello mondiale. Non dobbiamo dimenticarci che abbiamo la fortuna di una rete libera che deve rimanere tale. Per debellare il problema serve la concertazione, un grande coordinamento tra i provider, industria, polizia e politica”.

Quali consigli dare ai cittadini? “La gente si deve abituare a pagare il software perché solo avendo un Pc con software originale può fare gli aggiornamenti in tranquillità. In secondo luogo, i pc devono essere dotati di software di firewall, verificare che i software siano efficienti, dotarsi di client di posta che interpretino il meno possibile, insomma, tutto quello che un tecnico di computer sa, ma il consumatore da supermercato no. Probabilmente certi software dovrebbero essere già dotazione di certi computer” , conclude Sebastiano.

Un po’ di memoria storica: qui di seguito alcuni post tratti da Blog Cafè sul fenomeno

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore