All’Igf di Rio Amnesty denuncia l’insostenibile peso della censura online

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Aumentano, anziché decrescere, le pressioni e le restrizioni alla libertà di espressione sul Web

A Rio de Janeiro è in corso l’Igf, il secondo Forum sulla governance di Internet.

Anche all’Igf di Rio Amnesty denuncia la pressione della censura online: aumentano, anziché allentarsi, le restrizioni alla la libertà di espressione sul Web. Amnesty International deve tornare a cavalcare e rilanciare il suo allarme, già lanciato in più occasioni.

Come denunciato al Wsis di Tunisi e all’Igf di Atene, o in occasione dei tragici fatti che hanno sconvolto la Birmania, la censura online e la cyber repressione non si attenuano.

Crescono i paesi che filtrano i contenuti Internet, arrestano e torturano i cyberdissidenti

Amnesty International chiede ai governi “di porre fine alla repressione online, abrogare le legislazioni restrittive, di rilasciare tutti i prigionieri condannati per l’espressione delle proprie opinioni tramite internet e di impegnarsi a varare una serie di standard comuni per prevenire le violazioni dei diritti umani on line“.

E di nuovo l’associazione umanitaria chiede alle aziende di usare tutto il loro peso, a livello locale e internazionale, per evitare complicità coi governi nelle violazioni dei diritti umani. Oggi in Cina giacciono in prigione 60 cyber attivisti, in Siria sette studenti e un lavoratore sono stati condannati per aver espresso opinioni online, in Vietnam un utente rischia di finire sotto processo per “abuso delle libertà democratiche” per aver partecipato a una chat. La censura in Rete del resto è in costante aumento secondo numerose classifiche. La delegazione italiana, guidata da Fiorello Cortiana, ha portato la Carta dei diritti su Internet , ora al vaglio del vertice Onu di Rio.

Autore: ITespresso
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