Amazon e il braccialetto elettronico, l’esasperazione dell’efficienza

Autorità e normativeAziendeSorveglianza

Il braccialetto elettronico di Amazon per rendere ancora più efficienti i propri dipendenti ha sollevato una marea di critiche, ma aiuta a comprendere anche come sarà il futuro. Meglio puntare a ottimizzare la resa delle persone a questi livelli, o vale di più preservarne la serenità a tutela anche della propria immagine?

Oramai tantissime persone in Italia comprano cibo, casalinghi, attrezzature, device, libri e quant’altro online e tantissime lo fanno su Amazon che, per quello che riguarda la nostra esperienza offre effettivamente un servizio pressoché impeccabile, da ogni punto di vista. La logistica del gigante dell’e-commerce sfrutta il meglio della tecnologia proposta anche alle aziende, anzi, si può quasi dire che anche tutta l’offerta cloud di Amazon è stata migliorata proprio a partire dall’esperienza sul campo di Amazon stessa. Tutto eccellente. 

Il prossimo step, quello di cui tutti parlano, quello di un braccialetto elettronico al polso dei dipendenti (per ora è solo un brevetto), è però un passaggio che richiede qualche riflessione. Si tratterebbe di un sistema elettronico che sarebbe in grado di analizzare i movimenti delle mani offrendo anche le opportune segnalazioni nel caso in cui sia necessario per ottimizzare i movimenti e condurre al corretto prelevamento della merce. Ne parlano diverse fonti sul Web, e non serve solo per dare input su cosa serve fare, ma partendo da questo ottimizzerebbe ancora di più preparazione e confezionamento delle spedizioni.

Amazon vuole acquisire Souq per un miliardo di dollari
La logistica di Amazon coniuga tecnologia e soluzioni di robotica di alto livello, forte dell’esperienza sul campo, anche del proprio business, vengono offerte le soluzioni cloud più adeguate. Sono passati “secoli” da quando era possibile identificare il marchio con… la vendita dei libri online. 

Non ci vuole molto a comprendere come, nel futuro, il lavoro del magazziniere potrebbe proprio essere tra le categorie occupazionali più a rischio. Ora parliamo di uomini, sempre più controllati, ma non abbiamo dubbi che nel momento in cui la robotica completerà lo sviluppo, prelevare merce da una collocazione precisa, per confezionarla, e spedirla sia proprio un lavoro del tutto automatizzabile.

Amazon, non potendo compiere ancora questo passaggio, sta compiendo il passaggio opposto, in un certo senso “efficientando” così tanto il proprio personale, da farlo somigliare ai robot.

Da un lato per il territorio ci sono sul piatto della bilancia i benefici occupazionali e di indotto con tutto quello che comportano queste cose anche a livello di rapporti e potere contrattuale, dall’altro c’è da considerare che di uomini, per questi compiti, prima o poi ne serviranno sempre di meno e il primo problema che abbiamo su questo tema è che la politica non se ne sia ancora iniziata a occupare seriamente. Come d’altra parte è sempre accaduto quando si parla di innovazione. 

Amazon oggi conta oltre 560mila dipendenti nel mondo, con una crescita esponenziale di occupazione rispetto a Microsoft e Google, proprio e anche perché Amazon comunque movimenta “merci” non sviluppa semplicemente soluzioni. Non potrà chiaramente mantenere questo trend occupazionale. 

Il braccialetto però è nell’occhio del ciclone delle polemiche perché consentirebbe il controllo pressoché totale del datore di lavoro su dipendenti, che già ora, di fatto, si muovono affianco a sistemi robotizzati di altissimo livello. I tantissimi chilometri percorsi in un turno di lavoro tra gli scaffali (oltre i 15 km) non sono un’unità di misura indicativa delle condizioni di lavoro, ma allo stesso tempo chi arriva allo sciopero evidentemente ha dei motivi per farlo, soprattutto in ambienti controllati come questo.

E’ pure vero che sistemi di controllo sui lavoratori ce ne sono di ogni tipo, a partire dai badge, dalle videocamere, entrambi in grado di permettere un’accurata profilazione del comportamento utente. Il braccialetto elettronico di Amazon ha un impatto sull’immaginario decisamente più importante però. Si chiamano braccialetti elettronici anche quelli dei carcerati, è un oggetto molto “personale”, insomma, diversi elementi hanno contribuito alla polemica.

La domanda che resta è. Per il bene primo dell’azienda non è da ricercare prima di tutto che le persone si trovino bene quando lavorano per quell’azienda? Pensiamo valga molto di più, nel lungo termine, di un movimento del braccio compiuto a regola d’arte. 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore