Amazon svela AppStore

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Con 3800 applicazioni pronte apre i battenti Amazon Appstore. La versione esclusiva di Angry Birds Rio è in download e la possono scaricare gratis gli utenti di Android, negli Stati Uniti. Inoltre ogni giorno ci sarà un’app gratis e Amazon metterà a disposizione Test Drive per provare un’app per mezz’ora prima di comprarla. Quindi, pagando solo se ne vale la pena. Ma l’apertura di questo nuovo negozio virtuale di terze parti, basato su Android, diventa occasione per un contenzioso fra Apple e Amazon e per nuove speculazioni sul futuro del mercato tablet.

Amazon appstore arriva in un momento particolare del mercato, e arriva mostrando la forza del brand Amazon come dimostra l’esclusiva dell’ultima versione Rio di Angry Birds. Tra le 3.800 apps di Amazon ci sono applicazioni Web di dozzine di sviluppatori di primo piano, tra cui Gameloft, Handmark e Glu Mobile. Ciò mette Amazon sotto nuova luce nella sfida contro Apple.

La risposta degli sviluppatori è stata molto forte“, dichiara Aaron Rubenson, responsabile del settore category di Amazon Mobile Services. “Partiremo con una vasta gamma di applicazioni a pagamento e gratuite e gli utenti troveranno molti successi come Doodle Jump, Call of Duty, Zagat e Tweetcaster. La lista potrebbe continuare a lungo e siamo soltanto al primo giorno, inoltre aggiungeremo sempre più cose quotidianamente“.

Amazon ha scelto una tattica aggressiva: mostrerà un’app gratis al giorno e, tramite Test Drive, appoggiato al cloud di Amazon, permetterà agli utenti di testare un’app via browser per 30 minuti prima di acquistarla; Amazon suggerirà raccomandazioni, in base alla cronologia dello shopping di un utente; l’acquisto avverrà con un semplice click con la carta di credito registrata. Amazon è la libreria online, ma anche una regina dell’e-commerce, nota per l’affidabilità.

amazon Appstore
Amazon Appstore

Forrester Research vede in Amazon il brand che più sarebbe in grado di contrastare Apple iPad 2. Anche se iPad 2 ha venduto almeno 600 mila pezzi in un week-end, per la prima volta il tablet di Apple si trova davanti a una concorrenza agguerrita: Motorola Xoom, i tre Samsung Galaxy Tab (dopo il modello da 10.1 pollici, Samsung sta per togliere i veli al competitivo Galaxy Tab da 8.9 pollici); ma soprattutto nel mercato business Rim sta per lanciare Blackberry Playbook da 7 pollici, con Flash e più leggero di iPad 2, ma costa quanto il tablet di Apple.

Ma più di tutti Apple teme Amazon. soprattutto teme che, dopo il debutto dell’appstore, Amazon possa fare ingresso nel mercato tablet con un modello Android. Il Kindle ereader ha mostrato tutte le potenzialità per aumentare le vendite di contenuti grazie a un’offerta ottimizzata a un segmento di persone motivate e con elevata capacità di spesa. Ciò che ha funzionato con i “lettori forti”, può essere ripetuto con apps ed esperienze video su tablet Android targati Amazon.

Ciò che finora non ha funzionato troppo con i tablet Android sono due fattori: il primo, il fattore prezzo (Motorola Xoom costa troppo, anche se il prezzo corrispondxe all’iPad 2 di fascia media); il secondo il fatto che i tablet non avevano un sistema integrato, ma si sono appoggiati a ecosistemi completamente di terze parti. Amazon sarebbe l’unico vendor a poter sfidare iPad 2 con un tablet dal prezzo competitivo (anche venduto sottocosto), ma soprattutto con un’ “esperienza contenuti completamente integrata” (”fully integrated content experience” simile a Apple nel mercato e-book, musica, video e giochi); il tutto accompagnato da un brand forte e fiducia nel sistema di acquisto.

Per questo motivo, Apple tira oggi fuori le unghie proprio contro Amazon, e le fa causa per violazione del marchio per impedirle di farsi chiamare Amazon appstore. Ma Gizmodo scrive: “App Store significa “negozio di applicazioni”, ovvero un nome generico. In sostanza è come se il primo al mondo che ha usato “calzolaio”, o “sistema operativo”, o “ferramenta” lo avesse registrato e ne avesse preteso l’uso esclusivo”. Nè Amazon né Microsoft vogliono che passi questa idea.

App Store: Apple contro Amazon
App Store: Apple contro Amazon

Questa battaglia sul marchio “App Store” sottolinea tutta la paura di Apple nei confronti di Amazon in vista di un possibile ingresso nel mercato tablet. Il fatto che Amazon usi l’espressione “appstore” tutta unita e senza spazio separato come fa Apple (che usa l’espressione App Store), potrebbe mettere Amazon al riparo dal dover sborsare cifre astronomiche per “violazione del marchio”. Il nome “App Store” è stato registrato da Apple a luglio del 2008, quando debuttò lo store per iPhone, ma Amazonne ha ricalcato il nome per il suo negozio di terze parti basato su piattaforma Android. Il termine Appstore non è però piaciuto a Apple che lo ritiene una violazione del marchio registrato relativo all’application store per iOS e Mac OS X, e si appella alle leggi americane per la difesa della proprietà intellettuale del marchio. apple vuole evitare che il termine diventi d’uso comune e s’identifichi con una gamma di prodotti, invece di essere associato a Apple. Ma a difendere Amazon, c’è indirittamente anche Microsoft che ha presentato una mozione all’ufficio brevetti e marchi statunitense per l’uso del termine “App store” in quanto troppo generico. Secondo Microsoft non va riconosciuto come marchio o esclusiva di Apple, anche se la Mela di Cupertino ha risposto che anche “Windows o Word” erano parole di uso comune.

Ma quanti sono gli application store?

Apple App Store
Apple App Store

Oltre al nuovo Amazon appstore, c’è Android Market con 100mila apps. Anche Samsung Wave ha il suo application store. App Store ha superato i 10 miliardi di download (invece Mac App Store va decisamente più a rilento), Nokia Ovi Store conta 3 milioni di download al giorno,  Windows Phone 7 Marketplace fa leva su 8 mila apps e su 30 mila sviluppatori. E Blacberry App World è stato lanciato in 100 paesi, e il Blackberry Playbook forse permetterà il download di apps Android.

Secondo Idc il download di Web apps raggiungerà la quota di 25 miliardi unità. Secondo Gartner è un business da 15.9 miliardi di dollari entro il 2012 e fino a 58 miliardi di dollari nel 2014, in crescita del 1000% in un quadriennio. Un mercato in grado di trainare le vendite hardware, la spesa advertising e l’innovazione tecnologica. Ecco la Top 10 delle applicazioni consumer secondo Gartner: ovvero le tendenze da tenere d’occhio da qui al 2012: i servizi Localizzati (LBSs); Mobile social networking; ricerca mobile; mobile commerce (m-commerce); pagamenti mobili da cellulare; servizi contestuali; riconoscimento oggetti (OR); messaggistica istantanea mobile; e-mail mobile; video Mobili.

Solo in Italia i ricavi dalle vendite di Web Apps si avviano verso i 50 milioni di euro. Le applicazioni Web rappresentano ancora solo il 10% del totale mercato Mobile Content.

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Autore: ITespresso
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