Amd e Ati, stretta di mano

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Amd acquista Ati per 5,4 miliardi di dollari, posizionandosi con più forza nel mercato grafico e nell’elettronica di consumo. Uno scossone a Intel.

L’affaire tra Amd e Ati si è concluso, per un valore di 5,4 miliardi di dollari e l’intero mercato guarda con interesse questa nuova realtà che combina la forza di Amd nel segmento dei microprocessori con la potenza di ATI in ambito grafico, di soluzioni chipset e nell’elettronica di consumo. Se per il 2007 il focus continuerà ad essere quello di rilasciare piattaforme customer-centric per soluzioni differenziate su richiesta del cliente, nel 2008 la svolta della nuova AMD-Ati sarà più marcata e si concentrerà sulla elaborazione di piattaforme che integreranno microprocessori e processori grafici indirizzati all’ambito consumer e della grafica. Dopo tutto è lì che va il mercato. Amd preme sull’acceleratore, senza dubbio. E Intel, l’eterna rivale, forte e onnipresente, accusa il colpo. Lei che da sola si fa i processori grafici, lei che li acquista anche da Ati, lei che guarda con interesse a nVidia, la storica di rivale di Ati, lei che ossrva la nuova Amd diversificare le sue attività e guardare all’elettronica di consumo. Lo scenario è destinato a cambiare dopo la stretta di mano di ieri tra Hector Ruiz, presidente e Ceo di Amd, e Dave Orton, presidente e Ceo di Ati. E la contromossa di Intel non si farà attendere.

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