Amd fa causa a Intel anche in Giappone

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L’accusa è estesa anche in terra nipponica, dove Amd aveva già richiesto tramite Fcc la rimozione di clausule anticoncorrenziali

La guerra dei chip si infiamma: dopo gli Usa, tocca al Giappone. Amd fa infatti causa a Intel anche in Giappone. Nei giorni scorsi Amd ha depositato un ricorso antitrust contro Intel Corporation, presso la Corte Federale Distrettuale del Delaware negli Stati Uniti ai sensi della Sezione 2 dello Sherman Antitrust Act, Sezione 4 e 16 del Clayton Act, e del codice professionale e degli affari della California. Il ricorso di 48 pagine spiega in dettaglio come Intel abbia illegalmente mantenuto il suo monopolio sul mercato dei microprocessori x86 attraverso la coercizione dei clienti a non avere rapporti con AMD. Il ricorso identifica 38 aziende che sono state vittime di coercizione da parte di Intel, tra cui grandi produttori di computer, piccoli assemblatori, distributori all’ingrosso e rivenditori, attraverso 7 tipi di comportamenti illegali commessi su tre continenti. Il Ceo di Intel, Paul Otellini, ha già replicato alle accuse, rifiutando gli addebiti. Ora Amd estende le accuse a Intel anche nel continente asiatico e porta Intel in tribunale anche in Giappone: la filiale giapponese di AMD ha presentato due denunce, con richiesta di danni per 50 milioni di dollari, contro Intel per violazione delle regole antimonopolio. Nelle scorse settimane la Fcc (Fair Trade Commission nipponica) aveva chiesto a Intel di rimuovere alcune clausule dalle intese con top vendor giapponesi di Pc che impedivano il ricorso a chip prodotti da aziende rivali.

Autore: ITespresso
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