Ammessi i domini con caratteri cirillici, arabi e tedeschi

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Si è concluso a Roma l’incontro internazionale ICANN 2004.

L’evento, organizzato da Register.it, Gruppo DADA e dall’Istituto di Informatica e Telematica del CNR, svoltosi a Roma dal 2 al 6 marzo, ha visto riuniti, per la prima volta in Italia, Rappresentanti della Comunità Europea e dei governi di tutti i continenti, utenti della Rete e operatori del settore delle telecomunicazioni. Ad affidare l’organizzazione dell’incontro a Register.it e alla Registration Authority Italiana (IIT-RA), l’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organizzazione senza fini di lucro, che dal 1998 stabilisce le regole generali secondo le quali i nomi a dominio vengono assegnati, sia quelli generici, come .COM, .NET, .ORG, che quelli nazionali, come .IT, .UK, .FR. La prima novità: i nomi a dominio potranno utilizzare sequenze di caratteri di alfabeti non latini. Se fino ad oggi erano validi solo i caratteri dall’A alla Z, d’ora in poi lingue con caratteri particolari tipo il cirillico, l’arabo o il tedesco, che utilizza per esempio l’umlaut o la dieresi potranno utilizzare su Internet il proprio alfabeto. Inoltre, è stata annunciata la formazione della Country-Code Names Supporting Organization (ccNSO). Il nuovo organismo, formato dalle singole Registration Authority nazionali, si occuperà di definire procedure comuni e di favorire lo sviluppo dei domini nazionali, oltre a migliorare le comunicazioni con i registri dei ccTLD (domini nazionali di massimo livello come .com,.net. e.org.). Infine, al meeting è emersa notizia di una denuncia di VeriSign, la compagnia statunitense che vende i domini.COM e .NET, nei confronti dell’ICANN per abuso di potere, o per meglio dire di monopolio. Si tratterebbe di una risposta a quanto accaduto settembre 2003, quando infatti l’ICANN aveva ingiunto a VeriSign la sospensione di un servizio che reindirizzava automaticamente sul sito di VeriSign i navigatori che cercavano di raggiungere indirizzi web non assegnati.

Autore: ITespresso
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