Amministrazione controllata per Napster

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In dirittura darrivo la cessione dellasset al Gruppo Bertelsmann. Ipotesi contrastanti sul futuro dellex free site di Shawn Fanning

In soli tre anni di vita, era diventato un mito. Uno dei tanti che nascono e si realizzano solamente negli Stati Uniti, lunico Paese al mondo in cui possibile – se si ha unidea, anche stravagante se non addirittura irrealizzabile – tradurla in progetto. Anche senza avere le conoscenze o le raccomandazioni ancora necessarie, purtroppo, nel nostro Paese. Stiamo parlando di Napster, il sito Internet creato nel 1999 da Shawn Fanning, allepoca studente universitario. Semplice e geniale lidea di Fanning creare un sito che permettesse a tutti di scaricare dal web la musica diffusa sulla rete. Anche le grandi star come Courtney Love, B.B. King, Madonna e Prince avevano plaudito alliniziativa, senza curarsi – una volta tanto – delle proprie royalty. La conseguenza era stato un boom senza precedenti per il sito del giovane Shawn, con punte di 8,5 milioni di contatti al giorno. Presi in contropiede dallinsolito atteggiamento dei loro cantanti pi famosi, i colossi dellindustria discografica statunitense avevano fatto buon viso a cattiva sorte, senza per rinunciare a cautelarsi, studiando una strategia comune contro Napster. Nel frattempo, il sito cresceva ogni giorno a dismisura in tutto il mondo, dimostrando di essere un fenomeno spontaneo inarrestabile, simile a quello in voga nella generazione precedente, quando i loro genitori – teenager negli anni Sessanta e Settanta – copiavano dischi su dischi registrando cassette audio. Allinizio dello scorso anno, la comunit web di Napster contava su 60 milioni di persone (quasi un terzo della popolazione Usa), che duplicavano e scambiavano tra loro file Mp3 senza pagare un solo centesimo di dollaro. Ma il 10 marzo i giudici federali accoglievano le istanze dei big five (Aol Time Warner, Bmg, Emi, Sony, Universal Music Group), a tutela dei loro diritti dautore, il copyright, parola chiave delleconomia e della vita a stelle e strisce. Ribadendo una precedente sentenza, passata in giudicato, una Corte dappello decretava lo stop definitivo delle attivit di Napster. La decisione della magistratura tagliava di fatto i viveri al sito di Fanning. Seguivano comunque altri mesi di vita, onda lunga del successo degli anni doro. Ma i soldi, tra cui quelli fondamentali delle inserzioni pubblicitarie, stavano per finire. Nei giorni scorsi, Napster ha presentato i documenti necessari per accedere allamministrazione controllata, secondo quanto prescritto dallarticolo 11 della legge americana sui falllimenti. Ma lazienda, in contatto da diverso tempo con la Bertelsmann, ceder quasi sicuramente il proprio asset al gruppo tedesco. A fronte di 100 milioni di dollari di debito, Napster aveva valutato in 10 milioni di dollari il proprio valore economico. Bertelsmann ne ha offerti otto in contanti, in cambio della richiesta di amministrazione controllata e della cessione totale delle attivit. Secondo alcuni, la fine di Napster (off-line dal luglio dello scorso anno) era inevitabile, per via del flop della new economy e della successiva fine dei servizi web gratuiti. Se il tribunale approver lacquisizione da parte della societ tedesca, Napster riprender a vivere, ma solamente come una delle tante ragioni sociali che fanno parte della galassia del secondo megagruppo multimediale europeo. Secondo altri (ovviamente vicini ai fan irriducibili di Napster e sostenitori dei princpi libertari di Internet), il sito di Fanning potr tornare a fare esattamente quello che faceva nel 1999, ma a pagamento. Senza escludere la possibilit che nel frattempo altri Shawn Fanning creino altre Napster in altre parti del mondo.

Autore: ITespresso
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