Analisi VNUnet: Otto domande sull’uscita di Bill Gates

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Gli osservatori si interrogano sul futuro di Microsoft

Microsoft ha annunciato la scorsa settimana che il cofondatore, chairman e chief software architect Bill Gates si ritirerà nel giugno 2008, per dedicarsi alla fondazione umanitaria Bill and Melinda Gates Foundation . L’attuale Cto di Microsoft, Ray Ozzie, succederà a Bill Gates. Ozzie in precedenza ha creato Lotus e le applicazioni Groove. VNUnet ha intervistato tre osservatori, in gergo Microsoft watcher, per chiedere loro come vedono il futuro di Microsoft nel ?dopo Gates?. Sono stati intervistati Michael Gartenberg, vice presidente e direttore di ricerca a Jupiter Research; Rob Horwitz, chief executive presso Directions on Microsoft; David Smith, vice president e fellow di Gartner.

Come si interpretano i tempi dell’annuncio di Bill Gates?

Rob Horwitz: Già dieci anni fa Bill Gates disse che avrebbe voluto dedicarsi maggiormente alla filantropia. Direi che ha rispettato le sue previsioni. La notizia ha sorpreso più che altro perché lui rappresenta un’icona, ma era una decisione già presa. David Smith: L’annuncio è arrivato in un board meeting. Ovviamente il board era già stato consultato.

Qual è il più grande cambiamento atteso in seguito all’uscita di Bill Gates?

David Smith: Dipenderà dal fatto che qualcun altro influirà sulle direzioni tecniche della società, ovvero Ray Ozzie. Saranno differenti le priorità. Bill Gates si è focalizzato su riconoscimento del linguaggio e unified file storage. Le priorità di Ozzie sono più focalizzate sul Web. Rob Horwitz: L’annuncio è stato molto responsabile. Per i cambiamenti ci saranno due anni di tempo. E tutto dipenderà da ciò che significa il ruolo di chief architect. Bill Gates ha creato quel ruolo. Un ruolo tagliato su misura su Bill Gates. Non sarà lo stesso con Ray Ozzie, per il semplice motivo non è Bill Gates. Non ha la medesima autorità e storia che Gates possiede. Nessuno ce l’ha. Non si tratterà dunque di una sostituzione, ma Ozzie dovrà ridefinire il ruolo, dargli un nuovo significato: è una sfida. Michael Gartenberg: Non penso che ci saranno grossi cambiamenti. Il ritiro di Bill Gates non significa disinteressamento alla società. Gates ha chiarito che rimarrà il più grande azionista e chairman a vita. Cambiamenti significativi non sono in programma.

Gates ha a cuore certi progetti come il Tablet PC: non ha riscosso brillanti successi, ma ha catalizzato l’attenzione di molti manager. Intravedete modifiche su questo argomento?

Rob Horwitz: È possibile che qualche cambiamento avverrà, ma non vedo nulla du super strategico in questa categoria. Michael Gartenberg: Ciò che è importante per Gates viene preso piuttosto in considerazione dall’azienda. Il Tablet PC non verrà fatto fuori. La domanda è se progetti del calibro di Xbox, che costano miliardi di dollari a Microsoft, verranno lanciati nel dopo Gates. Chi vorrà prendere simili decisioni? Sarà per esempio studiare i rapporti tra Ballmer, Ozzie e Craig Mundie.

Gates passerà alla storia come un monopolista o un visionario?

Rob Horwitz: Lui ha fatto diventare una tecnologia esoterica, un fenomeno di massa. Non fu l’unico, ma è stato il sioggetto più coinvolto nel far sì che ciò accadesse. La sua visione ha permesso che tutto lavorasse insieme senza isole di incompatibilità. Voltando le spalle, alcuni ritingono imperfette queste pratiche di business. Michael Gartenberg: Certamente, stando ad alcune voci di governo, Microsoft era un monopolio. Ma la domanda è se si trattasse di un monopolio illegale. La storia ricorderà Bill Gates tra i grandi visionari della tecnologia. Lui ha veramente cambiato il modo di lavorare delle persone e ha divertito. La visione di un Pc in ogni casa con software di Microsoft, sembrava un progetto ambizioso 30 anni fa. Oggi è realtà E ha permesso a Bill Gates a diventare uno dei maggiori filantropi.

I ritardi di Windows Vista hanno giocato nella decisione di Gates?

Michael Gartenberg: Non credo che abbiano influito. Solo tra due anni Gates lascerà, quando Vista sarà in cerca di un erede. Pi uttosto avrà scelto di ritirarsi fra un biennio per permettere a Vista di affermarsi gradualmente. Gates ha 50 anni e sceglie di fare ciò che vuole, tanto più che la Fondazione gli sta a cuore. C’è un serio senso di responsabilità nei termini del valore di ciò che ha accumulato e dei goal che ora vuole restituire.

Quale contributo Ray Ozzie potrà offrire all’azienda?

David Smith: Il suo nuovo ruolo assomiglia a ciò che faceva prima. Il più grande contributo sarà esplicitare le modalità di rendere la visione del software come servizio, più di una realtà. Sia in Windows Live che nei servizi Web business-to-business. Qui si focalizzerà la sua visione. Michael Gartenberg: Ozzie è stato cooptato per le sue straordinarie doti tecniche. È un visionario ed è la persona giusta per traghettare Microsoft nella nuova esperienza del software online, rompendo le barriere con il vecchio software per PC/desktop. Nessuno è più qualificato di Ozzie nel fare ciò, grazie anche a decenni di esperienza nell’industria tecnologica. Lotus Notes è stato un prodotto visionario degno della sua esperienza.

Sotto Ozzie cambierà l’attitudine di Microsoft verso l’open source?

David Smith: Potenzialmente. Alcuni assunti di Microsoft dovranno essere rivisti. Non sarebbero dovute succedere cose durante il ritiro di Jim Alchin. Microsoft è già in parte coinvolta nell’open source. A tutti i vendor piace l’open source purché fuori dal loro mercato. Michael Gartenberg: Microsoft continuerà ad essere aggressiva su questo tema. Microsoft continuerà a vendere software. Magari darà contributi in qualche iniziativa open, come già fa, ma Microsoft crede fermamente nella vendita di software, e non nel semplice rilasciarlo.

Vorreste aggiungere qualche impressione ancora?

Rob Horwitz: Bill Gates non finirà di fornire contributi all’umanità. Ha scelto solo una forma diversa dal passato. Oggi considera più significativi altri temi in aree dove può essere efficace. Bisogna riflettere sul fatto che sradicare la malaria, salverà centinaia di migliaia di persone in Africa. Ma ciò influirà sulle infrastrutture necessarie per questi bambini, salvati: ecco per un problema risolto se ne aggiungerà uno nuovo. Ma Bill Gates potrà dare il suo contributo a simili interrogativi. Michael Gartenberg: Microsoft entrerà in una nuova era senza Bill Gates. Ciò avrà un forte impatto, ma non necessariamente nel segno della discontinuità.

Autore: ITespresso
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