ANALISI VNUNET/ Perché Office 2007 è tutto nuovo

Sistemi OperativiWorkspace

Insieme a Vista a fine anno dovrebbe arrivare anche la nuova versione della
suite di Microsoft per l’ufficio. E verrebbe subito da chiedersi: "Ma dopo tante
versioni cosa ci sarà ancora da inventare?"…

…È una domanda legittima che prevede una risposta non scontata. Office cambia davvero e viene da dire che cambi in meglio, per quello che si può vedere dalla Beta pubblica e dai seminari Microsoft cui abbiamo partecipato a inizio Giugno a Londra. La strada tracciata per lo sviluppo di tutte le applicazioni Office System (la “famiglia” allargata di Office) ha seguito due idee di fondo: agevolare l’utilizzo di tutte le funzioni di Office – spesso poco conosciute, anche perché fin troppo nascoste – e favorire il lavoro di gruppo di tutte le realtà produttive. Siamo ancora in Beta 2 ma ci sembra che entrambi gli obiettivi stiano per essere centrati e vi spieghiamo perché. Nel 1989 la prima versione di Word per Windows (la 1.0) girava su computer con monitor che avevano una risoluzione 640X480 ed era dotata di due sole toolbar. Così anche la versione 2.0 del 1992, ma la 6.0 del 1994 aveva già 8 toolbar che diventarono 9 nella versione Word 95. Nel ’97 le 18 barre (sissignori esattamente il doppio) fecero diventare Word un editor tanto articolato e complesso che gli sviluppatori pensarono di agevolare il lavoro degli utenti affiancando loro degli aiuti (vi ricordate “clippy”?) che la maggior parte di noi ha finito con l’odiare. Cosa era successo? Nulla di speciale, solo che Microsoft aveva deciso di “esasperare” un modello iniziale che poteva funzionare benissimo quando gli strumenti di lavoro erano limitati ed essenziali ma che iniziava a fare acqua da tutte le parti proprio per la ” potenza” che oramai qualificava anche l’applicazione più facile da usare dell’intera suite. Si arriva così a Word 2000 con addirittura 23 toolbar e voci di menu nidificate al punto tale da costringere gli utilizzatori a sforzi di memoria non indifferenti per memorizzare l’esatta collocazione di strumenti specifici. Il resto ve lo ricordate, ma lo dimenticherete presto perché Word 2007 si presenta con “ribbon”, in parole povere il ” r ibbon” è una vera e propria “striscia” di circa 3 cm di spessore posizionata in alto rispetto al foglio di lavoro che ha il pregio di presentare “in chiaro” tutti gli strumenti di lavoro, ma la differenza sostanziale è che le icone danno subito l’idea del risultato finale che otterremo se applicheremo quello strumento al foglio su cui stiamo lavorando. È proprio un cambiamento di prospettiva, non si deve più cercare cosa fare per ottenere una particolare formattazione, ma si vede subito il risultato finale che visualizzeremo se sceglieremo un determinato pulsante. E così, se mentre digitiamo qualcosa premiamo il tasto destro del mouse ecco che compariranno automaticamente tutte le possibilità che abbiamo di modificare il testo senza dover cercare nulla. Questo, che è il cambiamento sostanziale dell’interfaccia dei programmi di Word, è già immediatamente visibile nella Beta 2 per Word, Excel, PowerPoint, Access, ma non in InfoPath, Outlook (che pure è stato migliorato, per quanto sia al momento forse la più instabile delle applicazioni della nuova suite) e Publisher. Avremmo voluto già vedere il “ribbon” anche in altre applicazioni di Office System come OneNote che secondo noi paga la scarsa notorietà per il fatto di essere un’applicazione ancora poco capita, un’applicazione di cui non si percepiscono immediatamente le potenzialità perché l’interfaccia che ha attualmente sembra quasi voler nascondere i benefici che può portare il programma a chi utilizza tanto il notebook e i tablet Pc per prendere appunti . Vediamo da qui al rilascio della versione definitiva cosa cambierà ancora. Il secondo punto di forza dell’Office che verrà sono gli strumenti per la collaborazione. A questo proposito segnaliamo certamente anche i nuovi formati basati sull’Xml, ma vorremmo sottolineare lo “spostamento” di tutta la piattaforma verso l’integrazione con gli strumenti di Office Online, i cui rimandi sono sempre di più parte integrante del pacchetto. In un attimo si può accedere non solo a una serie di aiuti in linea, ma a un’infinità di esempi per realizzare più velocemente ogni tipo di lavoro. Tante applicazioni propongono l’utilizzo di un modello predefinito già in fase di avvio con la possibilità di scegliere tra tante categorie diverse. Ma la novità più importante in questo ambito è sicuramente Groove. Si tratta di una piattaforma che consente la realizzazione di uno spazio di lavoro in cui più persone possono lavorare insieme sui documenti. In pratica Groove funziona così. Chiunque può invitare via e-mail altri colleghi a partecipare a uno spazio di lavoro su cui vengono caricati i file per un determinato progetto e tutti gli strumenti per realizzarlo. Groove consente così di lavorare insieme anche quando non si fa parte della medesima rete, ma allo stesso tempo, si integra perfettamente con Share Point da cui consente di prelevare i documenti per ripubblicarli una volta terminata la fase di lavoro. È però un vero peccato che Groove sia incluso solo nella versione Enterprise di Office. Ci si consenta una breve considerazione finale. Tante volte si è paragonato Office a OpenOffice.org. A volte a proposito, a volte no. Qualcuno sostiene che si possa fare a meno di Office a favore del software open source. Può essere, dipende dall’utilizzo, in alcuni casi certamente sì. Quello che secondo me non è però accettabile è equipararli dal punto di vista funzionale, perché allo stato attuale la messe di strumenti messi a disposizione dalla suite di Microsoft è ineguagliabile. Può piacere o meno, ma è così.

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