Anche in Italia la number portability per i cellulari

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Promessa nel 1999 dallAuthority delle Tlc, arriva con tre anni di ritardo. Un debutto che sembra un puzzle

Parte da domani il cosiddetto nuovo regime della number portability, vale a dire della possibilità di passare da un gestore di telefonia mobile a un altro conservando però lo stesso numero telefonico di partenza. La data è stata fissata dallAuthority delle Telecomunicazioni e quindi la cosa è ufficiale. Ma il nuovo regime non sembra avere – almeno per il momento – grandi novità rispetto al passato e quindi il mercato italiano della telefonia mobile dovrà aspettare diverso tempo prima di essere simile in tutto e per tutto a quello del resto dEuropa, dove la portability cè già da tempo. In Inghilterra, per esempio, sono 180mila gli utenti che ogni anno cambiano gestore telefonico. Tra laltro, le tariffe per il passaggio saranno fissate solamente entro novembre. Ma vediamo i fatti. Omnitel offre la number portability da alcune settimane, ma in realtà chi vuole fare un nuovo abbonamento – portandosi dietro il vecchio numero – dovrà aspettare la fine di giugno. Quindi, per i prossimi due mesi il gestore assicura luscita (già data ora in via sperimentale), ma non lentrata. La possibilità di passare con uno degli altri tre gestori è garantita, ma non si può cambiare idea e tornare indietro. Chissà poi perché. Al contrario, Tim permette ai propri clienti di cambiare idea tutte le volte che vogliono. Ma il sistema di Telecom Italia Mobile, che si basa su un numero scelto dal gestore, assomiglia un po troppo al vecchio trasferimento di chiamata. In pratica, ai nuovi utenti – che fino al 31 maggio non debbono pagare niente (ma nei giorni scorsi si era parlato di un bonus di 5/10 euro) – viene dato un numero, che riceve anche le telefonate dirette sul vecchio, mentre quelle in uscita finiscono sul nuovo. Blu promette invece lattivazione gratuita fino al 30 giugno. Wind accetta transfughi, ma chiede 10 euro di una tantum per il cambio di casacca. A proposito di denaro, gli operatori si sono accordati di rimborsarsi a vicenda con 27 euro ogni volta che uno di loro perderà un cliente e il numero relativo. Ma su questultimo fatto lAuthority dirà il proprio parere solamente tra sette mesi. Anche qui viene da chiedersi il perché. Insomma, un bel rompicapo per lutente, che non può fare altro che aspettare le decisioni del Garante (quando verranno) e pagare i gestori (senza aspettare). A proposito di questi ultimi, da segnalare lingresso di Ipse e di H3g, ma solamente quando ci sarà lUmts.

Autore: ITespresso
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