Anche iPod minacciato dalle leggi anti pirateria?

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L’industria del disco potrebbe perseguire direttamente i network peer-to-peer invece di denunciare quanti si servono di tali software per
"rubare" musica.

Se il nuovo Inducing Infringement of Copyrights Act (ovvero una versione ancor più inasprita del Pirate Act) venisse approvato dal governo statunitense, i gestori di sistemi di file sharing come kazaa o Grokster sarebbero in serie difficoltà, come pure una schiera di aziende hi-tech impegnate nella produzione di sistemi e apparecchi per la gestione di file musicali e servizi connessi. Questo perché la legge in questione prevede che le società siano perseguibili per le azioni dei loro utenti. Proprio così: in pratica, l’industria del disco potrebbe perseguire direttamente i network peer-to-peer invece di denunciare quanti si servono di tali software per “rubare” la musica. Pare inoltre che il testo della legge sia così vago e generico che si troverebbero imbrigliati nella rete anche i produttori di Cd, Dvd e lettori Mp3. Primo fra tutti Apple con il suo popolarissimo iPod. Ci sarebbe infine spazio anche per tutte le società di media che istruiscono i consumatori sulle modalità di utilizzo dei contenuti digitali. La cosa spaventa i grandi nomi dell’hi-tech, che non hanno perso tempo e hanno inviato una lettera di dissenso al senatore Orrin Hatch, principale promotore delle iniziative di legge in difesa della proprietà intellettuale.

Autore: ITespresso
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