Anche la CIA resta imbrigliata nei cookies

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La CIA costretta a rimuovere un determinato software dal proprio sito web

di Gerardo Antonio Cavaliere NEW YORK – Questa società ha scoperto, infatti, la presenza allinterno del sito della CIA (e in particolare nella CIAs Electronic Reading Room) di un software che inviava cookies (letteralmente biscottini) ai visitatori. Il presidente della Public Information Research, Daniel Brandt, dunque, ha inviato una richiesta di informazioni alla CIA, ritenendo che lAgenzia non fosse tenuta a collezionare i dati personali degli utenti. I cookies inviati dal sito web della CIA, peraltro, avevano una lunga durata di permanenza nei computer degli utenti fino al 2010. Mike Stepp, dirigente del sito web in questione, afferma che è stato un errore assolutamente non voluto da parte loro e che il pubblico non deve pensare in alcun modo che la CIA sta controllando i visitatori. La notizia assume particolare rilievo, poiché, nel 2000, il Governo americano aveva emanato direttive su come le agenzie federali dovessero utilizzare i cookies. Il tutto per risolvere i problemi insorti dopo la scoperta che lufficio anti-droga della Casa Bianca aveva utilizzato questa tecnologia per tracciare i computer dei navigatori. [STUDIOCELENTANO.IT]

Autore: ITespresso
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