Ancora guai per Sony e il suo rootkit

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Continuano le vicissitudini giudiziarie per la società che sta subendo per una valanga di cause

VANCOUVER (CANADA). Mentre cerca di districarsi dalle oltre quindici class-action che la vedono coinvolta un po’ in tutti gli USA, questa volta Sony viene citata in giudizio anche in Canada. In aggiunta alle due class-action radicate dallo studio legale Merchant di Calgary, si e’ avuta notizia di una ulteriore citazione per danni. Questa volta a portarla avanti e’ un privato, uno studente del Mississippi che reclama un risarcimento per le conseguenze dannose del programma invasivo annegato nei bit dei CD distribuiti da Sony. Mark Lyon, questo il nome della parte in causa, afferma anche che le soluzioni riparatorie escogitate dall’azienda per eliminare il rootkit non hanno avuto alcun effetto. Anzi il programma di disinstallazione distribuito da Sony non ha fatto altro che aumentare la vulnerabilita’ dei PC ad ulteriori attacchi. La multinazionale del disco, nel frattempo, ha dichiarato che garantira’ una maggiore trasparenza nell’uso di tecnologie di protezione per i prossimi due anni, che non raccogliera’ informazioni personali sugli utenti del rootkit senza il loro consenso esplicito e, infine, che fornira’ un compenso in denaro (7,5 dollari) ai denuncianti, oltre alle copie ‘pulite’ dei CD acquistati e un bonus per download gratis di musica. Ma tutto cio’ non e’ detto che influenzera’ positivamente i giudici che devono decidere sulle numerose controversie gia’ radicate nei suoi confronti. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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