Ancora tempi duri per le blue chip dellIct

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Politica internazionale, scandali finanziari e crisi del settore condizionano pesantemente la ripresa.

Le condizioni di salute dellIct continuano a essere instabili, per una serie di motivi differenti (alcuni estranei al comparto), che però si sommano pericolosamente, finendo con lavere un effetto destabilizzante. Se in Medio Oriente la situazione politica incomincia a raffreddarsi in seguito al ritiro dei carri armati di Israele dai territori, Tel Aviv lancia un nuovo allarme in Europa, invitando gli ebrei francesi a lasciare il Paese per via del terremoto politico determinato dallinaspettato successo del leader dellestrema destra nazionalista e xenofoba, Jean-Marie Le Pen, nel primo turno delle elezioni presidenziali. Negli Stati Uniti, George W. Bush – in attesa di riprendere il count down nei confronti dellIraq di Saddam Hussein – deve riflettere sul secco no del Senato al suo progetto di sfruttamento dei giacimenti di petrolio nel Parco Nazionale dellAlaska. Sempre in America, Bill Gates è alla sbarra per difendersi dalle accuse di trusting rivoltegli da nove dei 50 stati confederati dellUnione. Ancora in America, la Borsa non sembra propensa a dare nuovamente fiducia alle blue chip dellIct. Wall Street è infatti ancora scossa dalle vicende della Merrill Lynch, che – per non essere travolta da unoscandalo che non avrebbe avuto precedenti nella storia economico-finanziaria degli Stati Uniti – ha dovuto accordarsi per un patteggiamento con il procuratore generale dello Stato di New York. La prestigiosa investment bank ha comunque trovato un capro espiatorio in Henry Blodget, uno dei suoi tanti analisti, ora allontanato dagli uffici della city. Resta però il dubbio che le pesanti esternazioni aziendali di Blodget via mail sul valore di alcune azioni/obbligazioni (poi peraltro consigliate agli investitori dalla stessa banca daffari) non fossero un fatto isolato. Viene da chiedersi come mai Blodget abbia accettato così passivamente di pagare per una colpa che non dava limpressione di essere una iniziativa strettamente individuale, quanto piuttosto un fatto di dimensioni più collettive. Come se non bastasse, Wall Street è in dubbio sullIct anche per via dei dati poco rassicuranti dei profit warnings (le stime di crescita degli utili) relativi ai nomi più importanti dellInformation Atlantico si incomincia a pensare che la tanto attesa ripresa del settore – prevista per la seconda metà dellanno – potrebbe slittare ulteriormente a data da destinarsi. Sintomatico, in proposito, il taglio di 20mila posti di lavoro annunciato da Ericsson per i prossimi due anni, in seguito alle perdite registrate nel primo quarter di questanno, ammontate a 500 milioni di euro.

Autore: ITespresso
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