Andip: Finalmente accertato che è illecito ”spiare” gli utenti che scambiano file musicali e giochi

Autorità e normativeSorveglianza

Il Presidente dell’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy, Michele Iaselli, ha accolto con soddisfazione la decisione del Garante auspicando che la stessa possa essere di monito ad altre società che intendano svolgere questo tipo di indagini del tutto arbitrarie ed in palese violazione della normativa sulla privacy

Come e’ noto l’Autorita’ Garante per la protezione dei dati personali ha chiuso l’istruttoria avviata sul “caso Peppermint“, la societa’ discografica che aveva svolto, attraverso una societa’ informatica svizzera (la Logistep, utilizzata anche dalla societa’ Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P). Tramite l’utilizzo di software specifici, le societa’ avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati ad Internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, al fine di potere ottenere un risarcimento del danno.

L’Autorita’ con un provvedimento del 28 febbraio 20 08 ha ritenuto illecita l’attivita’ svolta dalle societa’ in quanto, innanzitutto, la stessa direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare

monitoraggi

, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. Inoltre e’ stato violato il

principio di finalita’: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L’utilizzo dei dati dell’utente puo’ avvenire, dunque, soltanto per queste finalita’ e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle societa’ Peppermint e Techland (cioe’ il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno).

Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perche’ i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file.

Sulla base del provvedimento del Garante (di cui e’ stato relatore Mauro Paissan), le societa’ che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema P2P.

Il Presidente dell’ ANDIP (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy) avv. Michele Iaselli ha accolto con soddisfazione la decisione del Garante auspicando che la stessa possa essere di monito ad altre societa’ che intendano svolgere questo tipo di indagini del tutto arbitrarie ed in palese violazione della normativa sulla privacy.

Purtroppo, ha aggiunto, l’avv. Iaselli sorprende che alcune pronunce del Tribunale di Roma non tenendo conto di tale gravissimo aspetto abbiano in

una prima fase ordinato, in sede civile, a taluni fornitori di servizi di comunicazione elettronica di rivelare le generalita’ degli interessati

consentendo, tra l’altro, a Peppermint e Techland l’avvio di una procedura inusuale ed illegittima di risoluzione bonaria della controversia.

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Autore: ITespresso
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