Android e Java, Oracle vince contro Google

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In appello Oracle vince contro Google Android
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Ribaltato il verdetto precedente. Nella causa per violazione di copyright da parte di Android nei confronti di Java, il tribunale, in appello, dà ragione a Oracle contro Google. In gioco c’è l’interoperabilità

In appello è stato ribaltato il verdetto precedente. Nella causa per violazione di copyright da parte di Android nei confronti di Java, il tribunale dà ragione a Oracle contro Google. La Corte di Appello del Circuito Federale di Washington ha stabilito che le parti sotto copyright del linguaggio di programmazione di Java, che Google usava adoperare nel sistema operativo Android per smartphone, appartengono a Oracle. In primo grado, nel 2012, erano stati chiamati a testimoniare il Ceo di Oracle, Larry Ellison, e il Ceo di Google, Larry Page, per capire quanto le aziende IT proteggono la loro proprietà intellettuale. Ma in primo grado Oracle aveva perso la causa. Oracle aveva portato Android alla sbarra fin dal 2010, accusando Google di aver incorporato parti di Java sotto copyright in Android, il primo sistema operativo Mobile al mondo.
Oracle cerca di ottenere da Google un miliardo di dollari di risarcimento danni nel caso di violazione di copyright.

Il giudice federale di San Francisco, invece, aveva deciso che Oracle non potesse richiedere la protezione del copyright. Invece la corte d’appello ha stabilito che 37 API di Java sono originali e sotto proprietà intellettuale. Google avrebbe dovuto negoziare una licenza o agire altrimenti. Invece Google si era appellata al fair use, ma in appello ha perso. Oracle acquisì Java quando comprò Sun Microsystems nel 2010 per 7,4 miliardi di dollari.

In appello Oracle vince contro Google Android
In appello Oracle vince contro Google Android

Secondo Pamela Samuelson, docente all’Università della California, Berkeley, School of Law, teme che la sentenza possa intaccare l’interoperabilità. Anche EFF ha commentato che “la libertà di estensione e la possibilità di reinventare le modalità di applicazione di API esistenti sembrano rappresentare al momento fattori chiave sia per lo sviluppo del settore hardware che di quello software“. Ma Dorian Daley, consigliere generale di Oracle, ritiene il verdetto un’ottima notizia per l’industria del software: “Il circuito federale ha negato il tentativo di Google di limitare la tutela del copyright per il codice dei computer. L’opinione del circuito federale rappresenta una vittoria di Oracle e dell’intera industria del software che si affida alla protezione del copyright per diffondere innovazione ed assicurarsi che gli sviluppatori vengano ricompensati per le loro scoperte“.

Google ha dichiarato di rispettare ma essere in disaccordo con la nuova sentenza e di prendere in esame una risposta.

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Autore: ITespresso
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