Angelucci (Assinform): Il decreto per l’Agenda Digitale è il primo passo per abbattere lo Spread Digitale

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e FinanzaNormativaStart Up
Assinform: L'Agenda Digitale va nella direzione giusta, ma è solo un primo passo

Angelucci: “Le misure introdotte vanno nella direzione giusta, anche se, dopo 327 giorni e da 40.000 parole, dall’esecutivo ci aspettavamo qualcosa di più”. Ma il solco è stato tracciato: ora va consolidato da aziende e PA

Il decreto per l’Agenda Digitale, definito “Misure urgenti per la crescita del Paese“, va visto nell’ottica dell’attuale situazione economia (l’Italia è in conclamata recessione), ma va anche considerato come un primo passo in un Paese che – secondo tutte le classifiche internazionali – è profondamente arretrato nell’ITC, a partire dai ritardi delle PMI, per abbattere lo Spread Digitale e colmare le lacune che ci separano dal resto d’Europa e dei Paesi del G20. Mentre critici e detrattori vedono il “bicchierene mezzo vuoto” ( e mentiremmo se non notassimo quello che non c’è nel decreto…), Angelucci di Assinform si focalizza anche su quanto di positivo c’è in quello che comunque è solo un primo passo: “C’è voluto più del previsto” afferma Angelucci, mettendo l’accento sullo slittamento di un provvedimento che era ed è urgente: “ma alla fine il Governo Monti ha varato il decreto per l’Agenda Digitale, ed è sintomatico che sia denominato ‘Misure urgenti per la crescita del Paese“.

Assinform osserva che lo Spread in Italia è anche nell’economia digitale, visto che questa vale solo il 4% del PIL, mentre in altri Paesi più evoluti rappresenta una leva per la crescita: “In effetti, L’Italia soffre anche di un pesante spread digitale, che ne frena l’efficienza e che va rapidamente superato: nei servizi ai cittadini e alle imprese, nell’uso di strumenti come la moneta e la fatturazione elettronica, nell’accesso alle reti a banda larga e ultralarga”.

Detto questo, si percepisce anche la delusione per quello che manca: “Le misure introdotte vanno nella direzione giusta, anche se, dopo 327 giorni e da 40.000 parole, dall’esecutivo ci aspettavamo qualcosa di più. Si sente ancora l’esigenza di un quadro di riferimento organico, e questo sarà il tema da affrontare in fase di conversione del decreto“.

A chi teme che più che un’Agenda sia una sorta di mini “Moleskine” digitale, Angelucci risponde: “Quello che oggi conta a è che il solco è stato tracciato e che tutti, Pubbliche Amministrazioni e Imprese, contribuiscano d’ora in poi a consolidarlo. Assinform da sempre promuove lo sviluppo dell’Information Technology. Oggi raccoglie un risultato che la incoraggia a continuare con forza nell’interesse del Paese, delle imprese e del settore rappresentato, che occupa circa 400 mila addetti e che ha tutte le tecnologie e le professionalità richieste dai programmi dell’Agenda Digitale. Nel quadro di un miglior rapporto con le Amministrazioni, Assinform ha già organizzato una task-force di esperti per offrire tutto il know-how e l’esperienza necessari allo sviluppo del Paese attraverso le tecnologie digitali.”

Insomma, l’Italia va nella giusta rotta. E in Paese che è indietro nelle classifiche della banda larga, nel Web Index e nel Fattore Internet, non era neanche scontato: un anno fa, l’Italia brancolava letteralmente nel buio, parlando di questi temi. Ma c’è da fare molto e da lavorare per sviluppare l’economia digitale, rendere l‘IT una leva per la crescita e creare un’ecosistema vitale per Start up competitive sugli agguerriti mercati internazionali. Siamo solo all’inizio – e si poteva fare di più-, ma la direzione sembra finalmente presa.

Assinform: L'Agenda Digitale va nella direzione giusta, ma è solo un primo passo
Assinform: L’Agenda Digitale va nella direzione giusta, ma è solo un primo passo
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore