Annunciato il Codice della Società della Informazione allo scopo di riordinare in modo organico le principali norme sull’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT)

NetworkProvider e servizi Internet

Stanca: «Bisogna creare un Sistema dell’Innovazione».

«Per produrre innovazione e sostenere concretamente lo sviluppo e la competitività del Paese, le risorse finanziarie sono sì necessarie, ma senza un Sistema non sono sufficienti». Così Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, aderendo all’iniziativa di Federcomin di fare del 2004 l’Anno dell’Innovazione. «Le proposte di Federcomin», ha aggiunto il Ministro, «sono già in parte contenute nel Piano per l’innovazione digitale nelle imprese che ho annunciato con il collega Marzano nel luglio scorso». Secondo Stanca, infatti, «bisogna rafforzare l’innovazione nei settori del made in Italy attraverso le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (ICT) per migliorare la produttività e, conseguentemente, la competitività; per sostenere lo sviluppo di selezionati settori hi-tech; per ridare attrattività al Sistema Italia con un ambiente favorevole alla Ricerca per favorire il trasferimento tecnologico dalla ricerca pubblica alle imprese». Ma, ha aggiunto, «si deve pure assicurare semplice accessibilità agli incentivi superando le difficoltà che, in passato, hanno allontanato le imprese dai finanziamenti pubblici. È altresì indispensabile stimolare un più efficace coordinamento fra i vari livelli di governo (Pubblica Amministrazione centrale e quella locale) per rafforzare gli interventi ed evitare inutili sovrapposizioni e dispersioni». Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie ha non solo accolto «con interesse» la proposta di Federcomin di una Legge Quadro sull’innovazione, in quanto «essa rappresenta lo strumento normativo per confermare la priorità ad una materia che richiede la considerazione dei grandi temi nazionali, come la sanità, il lavoro, la scuola e l’ambiente», ma ha pure «dato atto alla Federcomin di aver saputo comprendere la pervasività dell’innovazione tecnologica ed il suo impatto sulle imprese e sulla società». Stanca ha annunciato che intende «promuovere il Codice della Società della Informazione per riordinare in modo organico le principali norme sull’uso delle Tecnologie della Informazione e della Comunicazione nel settore pubblico e nel privato: avremo la possibilità di stabilire in modo chiaro ed in una cornice legislativa unitaria le finalità e i campi di applicazione; i soggetti coinvolti e i relativi compiti; le modalità di programmazione e le attività di monitoraggio, dando a tutta l’innovazione tecnologica un quadro di riferimento strutturato, unitario e centrale». Dopo aver ricordato che «il tema dell’innovazione digitale, pur essendo pervasivo, non è tra quelli che appassionano le piazze, né animano i salotti e i dibattiti nei media», il ministro ha riconosciuto che «finalmente l’innovazione è ora al centro del dibattito. La ricerca, su cui tutti si soffermano, è una sua componente sostanziale nel contribuire, attraverso la diffusione di conoscenze e nuovi prodotti, alla crescita di lungo termine del Paese. Tuttavia, come è stato segnalato anche dalla Commissione Europea, la ricerca è essenziale ma non sufficiente. Oltre allo sviluppo dei prodotti, di cui la ricerca è una risorsa determinante, vanno infatti sostenute altre forme di innovazione che assicurino il mantenimento della competitività anche nel breve periodo».

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore