Anonymous, denunce in Italia

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Individuati e denunciati 15 hacker, di cui cinque minorenni. Sono accusati di accesso abusivo in sistema informatico, danneggiamento a sistema informatico e interruzione di pubblico servizio. Che cosa rischiano gli hacker di Anonymous

Blitz della polizia contro gli attivisti italiani di Anonymous. Perquisizioni della Polizia in tutta Italia e Canton Ticino, individuati e denunciati 15 hacker, di cui cinque minorenni. Sono accusati di accesso abusivo in sistema informatico, danneggiamento a sistema informatico e interruzione di pubblico servizio. Anonymous, diventata famosa con Operation Payback per “vendicare” l’arresto di Julian Assange di WikiLeaks, e i Ddos contro i siti di PayPal e Mastercard (che avevano bloccato i fondi del sito delle fughe di notizie), da gennaio ha condotto cyber attacchi anche contro siti Internet istituzionali italiani (l’ultimo è l’attacco contro AgCom per via della contestata Delibera) e di aziende di interesse nazionale.

Gli hacker, fra i 15 e i 28 anni, hanno attaccato i siti d Camera, Senato, Governo, Agcom e di aziende nazionali del calibro di Eni, Enel, Finmeccanica, Mediaset e Rai.

Il vice questore aggiunto Tommaso Palumbo, diretto del Cnaipic della polizia di Stato ha spiegato l’evoluzione del cyber hacktivism italiano: una volta si conducevano i Netstrike (che tuttora non sono illegali, ma richiedono la partecipazione di centinaia di attivisti online; nel 2004 preserono di mira il Decreto Urbani e nel 2006 sono stati adottati perfino da cyber dissidenti iraniani), mentre oggi vengono condotti attacchi Ddos sfruttando la capacità di banda di grandi server, anche noleggiati all’estero. Gli attacchi DDos sovraccaricano i siti mandandoli in tilt.

L’operazione di polizia è stata effettuata alla vigilia della Notte della Rete, l’iniziativa che si terrà questa sera a Roma e diverse città italiane, per protestare contro la Delibera dell’Agcom, accusata di voler mettere un bavaglio al Web italiano. Il Ministero degli Interni teme, tuttavia, “ritorsioni” da parte degli altri membri intrernazionali di Anonymous, che – insieme a LulSec (il gruppo che si è autosciolto, dopo 50 giorni di attacchi per la Rete) – stanno portando avanti la campagna AntiSec.

I denunciati italiani non rischiano l’arresto, bensì una causa civile intentata dalle “illustri vittime”. Chi ha partecipato ai Ddos, con il software open source LOIC (Low Orbit Ion Cannon), è rintracciabile, come se avesse messo la firma sull’attacco. A meno che i partecipanti non abbiano sfruttato i network di anonimizzazione come Tor.

Denunciati gli attivisti italiani di Anonymous
Denunciati gli attivisti italiani di Anonymous
Autore: ITespresso
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