Anonymous manda in tilt il Vaticano

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La marcia di Anonymous contro NSA

Il sito della Santa Sede è stato messo a KO da un cyber attacco targato Anonymous. Akamai: Caso LulzSec, gli arresti dell’FBI avranno scarso impatto

Il sito del Vaticano, vatican.va, risulta irraggiungibile da almeno mezz’ora, ma gli esperti di sicurezza della Santa Sede stanno correndo ai ripari. La rivendicazione del gruppo Anonymous, che torna in pista dopo il clamoroso “caso LulzSec” (5 arresti per mano di un collaboratore dell’FBI, l’hacker “traditore” Sabu), elenca tutte le responsabilità (dai roghi all’inquisizione, dalla protezione ai nazisti fino ai preti pedofili: è un dettagliato excursus storico più che unba rivendicazione) della “Chiesa Romana Apostolica e delle sue emanazioni” (e adombrava l’FBI, dopo i clamorosi arresti, non certo un attacco alla religione o ai fedeli).

Ma quello che preme sottolineare è che Anonymous non è affatto decapitata, come adombrava l’FBI, dopogli arresti eccellenti di cinque hacker, messi nei guai da un traditore, che non si sapeva che fosse agli arresti già da agosto, con 12 capi d’imputazione sul collo.

Luis Corrons aveva appena scritto un post (intitolato: “Where is the lulz now?”) felicitandosi per la “retata“, ma Akamai, esperta di reti ed hacker, metteva in guardia: il Caso LulzSec non ha chiuso nessuna partita, e gli arresti dell’FBI avranno scarso impatto. Del resto ieri Anonymous l’aveva detto: Siamo un’idra senza leader, LulzSec è solo una goccia nell’oceano e l’Hacktivismo è ben altro: ha a che fare con la lotta contro le ingiustizie.

In tutto questo affaire di spie, traditori, hacker e FBI, a farne le spese è ora il sito del Vaticano, che va ad aggiungersi alla lunga lista di siti messi a KO da Anonymous. Dimostrando che ggli arresti e l’FBI non fermano i cyber attacchi.

Anonymous mette a KO il Vaticano
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