Anti DigitalDivide, nuovo attacco alla Privacy in Italia

Autorità e normativeSorveglianza

In Senato si sta discutendo un provvedimento che potrebbe limitare la
protezione dei dati sensibili. La camera, per le imprese con meno di 15
dipendenti, ha gia introdotto questo esonero

Anti Digital Divide esprime perplessità e preoccupazione per ciò che sta accadendo in merito alla protezione dei dati personali. In senato si sta discutendo un provvedimento che potrebbe limitare la protezione dei dati sensibili. Sul sito di Adunanza Digitale è presente una petizione sostenuta tra gli altri dall’ex garante della privacy Stefano Rodotà, Fiorello Cortiana, Carlo Formenti, Arturo Di Corinto. Nel testo della petizione si legge:”E’ in corso al Senato un nuovo tentativo di svuotare la legge sulla protezione dei dati personali, a danno dei cittadini e dei lavoratori e a favore delle imprese. La Commissione Industria sta esaminando gli emendamenti alla cosiddetta “lenzuolata Bersani “. In seguito alle pressioni di forti organizzazioni imprenditoriali, alcuni parlamentari di entrambe gli schieramenti hanno proposto che tutte le imprese siano esonerate dal predisporre le misure minime di sicurezza a tutela dei dati personali.” La camera, per le imprese con meno di 15 dipendenti, ha gia introdotto questo esonero dagli obblighi imposti dalla legge sulla tutela della privacy e forse sarebbe stato meglio fare considerazioni più efficaci invece di limitarsi ad una mera divisione tra aziende con più o meno di 15 dipendenti, considerando che le seconde sono la maggioranza in Italia. Ora si vuole estendere questo esonero a tutte le imprese. Cosa ancora più grave, è che tra gli emendamenti presentati è prevista anche l’eliminazione delle tutele per le persone giuridiche, gli enti e le associazioni violando così la normativa comunitaria, che non consente di sottrarre intere categorie di titolari del trattamento dall’ambito applicativo della disciplina della sicurezza dei dati personali. Questo potrebbe comportare la schedatura delle associazioni, provocando gravi danni per le persone, pensiamo, ad esempio, a quelle associazioni che lottano contro le mafie. Le persone che prima sentivano di avere una minima protezione e quindi collaboravano nelle associazioni ora potrebbero preferire starne alla larga onde evitare rischi. Queste modifiche alla legge limiterebbero indirettamente il diritto alla libertà, di associazione, di critica e di espressione. Anti Digital Divide rimane perplessa anche sulle diverse interpretazioni che si danno del diritto alla privacy, basti pensare al decreto Mastella che vieta ai giornalisti di pubblicare le intercettazioni e gli atti giudiziari, decreto che molti giustificano con la protezione della privacy.Come mai quando ci sono di mezzo le caste, politiche-economiche, si parla di privacy, e quando si tratta di persone normali la privacy può essere scavalcata? Vedi data retention attuata in Italia dal famigerato decreto Pisanu, i ndagini sugli utenti che si scambiano file attraverso il P2P ed ora gli emendamenti presentati al senato che minano la legge sulla protezione dei dati personali. Anti Digital Divide infine crede che sarebbe meglio discutere su come si possa migliorare le legge, magari inserendo modifiche atte ad snellirne l’applicazione e riducendo così i costi ad essa legat i, ma senza limitare il diritto alla privacy di intere categorie. Per questo abbiamo deciso di appoggiare la petizione.

Autore: ITespresso
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