Antipirateria: il valore dell’originale

Aziende

Microsoft ha dato vita a una serie di azioni volte a sensibilizzare il canale e i clienti, con l’obiettivo di realizzare una cultura sul valore del software legale e di ridurre drasticamente l’elevato tasso di pirateria che caratterizza il nostro Paese

Microsoft continua la sua lotta al software illegale, ma cambia strategia. Non è una scelta di campo quella fatta dal colosso del software mondiale, ma una via complementare a quella repressiva, che rimane la base di partenza per costruire una ?cultura etica? sull’uso del software. Così alla logica della pena ora si affianca quella della ?cultura del valore? d’uso del software originale. ?La clientela business e i fornitori dovrebbero rendersi conto che è una miopia affidarsi al software illegale – sottolinea Pierpaolo Taliento, direttore Business&marketing di Microsoft Italia. Risparmiare subito sulla licenza vuol dire anche perdere soldi nel lungo periodo. Bisogna valutare il software non solo al momento dell’acquisto, ma in tutto il ciclo di vita del suo utilizzo. I fornitori, poi, per primi dovrebbero sottolineare il valore aggiunto della licenza che consenta aggiornamenti continui e manutenzione garantita?.

Uno studio sul valore Questa strategia integrata non solo ha effetti sul canale di vendita, tutelando la componente onesta che contrasta il commercio illegale, ma serve anche a dare motivazioni valide alle piccole e medie imprese che con l’utilizzo di prodotti informatici originali tutelano gli investimenti It. Proprio in quest’ottica si inserisce lo studio commissionato a NetConsulting, che si intitola ?I vantaggi del software originale? ed è stato realizzato con l’intento di fornire un quadro preciso sui benefici derivanti dall’utilizzo di software originale e i rischi, a volte nascosti, cui il software illegale può invece esporre il business delle imprese. Dallo studio (realizzato intervistando un panel di 30 imprese con circa 100 dipendenti e un fatturato intorno ai 40 milioni di euro) emerge l’alto grado di rischio legato all’adozione di software illegale. Chi lo utilizza può infatti incorrere in sanzioni, subendo un danno di immagine e di credibilità ed esponendo il proprio sistema informatico a rischi maggiori. L’acquisto di software legale, invece, permette una pianificazione puntuale degli investimenti e un maggiore controllo dei costi rispetto al software non originale che spesso comporta costi ?nascosti? legati a inefficienze gestionali e di processo. Oltre all’aspetto economico, lo studio NetConsulting mette in evidenza anche il ruolo del software originale nella visione economicopatrimoniale della singola impresa, fornendo prova di trasparenza e credibilità nei confronti del sistema creditizio che, ora più che mai, richiede bilanci, piani di sviluppo e di attività di un’impresa prima di poter concedere qualsiasi credito. ?L’acquisto di software originale non è legato solo agli obblighi di legge, ma deve costituire la base su cui lavorare per offrire standard sempre più elevati – ribadisce Pierpaolo Taliento. L’utilizzo del software originale è un pilastro nello sviluppo dell’innovazione aziendale, in particolare nelle Pmi. È un punto centrale di trasparenza, solidità gestionale e di ottimizzazione dei costi d’azienda, presupposti che consentono alle aziende di sviluppare il business e di guadagnare in competitività?. Il fenomeno della pirateria informatica in Italia è particolarmente sviluppato e rappresenta un grave problema, che comporta danni economici non solo per Microsoft ma per l’intero sistema Paese.

Idee e azioni di sostegno Il nostro tasso medio complessivo di pirateria è del 50%, siamo al secondo posto nella classifica dei Paesi europei meno rispettosi della proprietà intellettuale del software, e la perdita economica complessiva nel Bel Paese è pari a 1,5 miliardi di dollari ogni anno (?Studio sulla pirateria software a livello mondiale, rapporto IDC e BSA, maggio 2005?). I motivi del suo sviluppo in Italia sono diversi: una cultura della tutela della proprietà intellettuale ancora poco diffusa, azioni a livello di controllo in crescita ma non del tutto adeguate, una cultura informatica non ancora capillare e strategica per lo sviluppo del business, una forte pressione sui costi con una tendenza alla gestione aziendale ?a vista?, e quindi alla mancata pianificazione degli investimenti, una scarsa informazione con una ridotta percezione da parte delle piccole e medie imprese del valore del software originale. Un esempio concreto delle diverse iniziative Microsoft, atte a favorire l’uso del software originale da parte delle imprese, è rappresentato da un programma internazionale per la verifica e la validazione dei sistemi operativi client (Windows Genuine Advantage). Attraverso questo programma, le aziende possono infatti verificare se il software installato dal rivenditore è regolare. Ad oggi in Italia sono state effettuate più di 3 milioni di validazioni del software, di cui il 70% è andato a buon fine. Inoltre, Microsoft supporta le aziende nell’impostazione di un sistema trasparente di gestione dei proprio parco software installato attraverso il servizio di ?Software Asset Management? allo scopo di assistere le aziende nell’ottimizzazione degli investimenti software e della relativa gestione. Microsoft ha anche messo a disposizione dei fornitori nuovi strumenti: una linea telefonica dedicata (tel. 800876816) e il sito http://www.microsoft.com/italy/ softwareoriginale/pid/default.mspx.

Implicazioni economiche e sociali La pirateria non deve essere vista come un fenomeno che riguarda il solo settore informatico, ma va considerata per il suo impatto su tutti i settori economici. La pirateria del software rappresenta un’alterazione del normale funzionamento del mercato concorrenziale, un danno e un pericolo per tutti: produttori, distributori e consumatori finali, siano essi privati o aziende. E i danni al sistema economico complessivamente considerato sono ingenti. Dall’entità di queste perdite possiamo dedurre che gli effetti negativi della pirateria non possono essere considerati solo a livello di settore informatico, anche se quest’ultimo ne subisce più direttamente i danni, che si ripercuotono poi su tutti i settori utenti di tecnologie informatiche, dall’Industria, ai Servizi, alla Finanza e via dicendo. Con quali conseguenze? Sicuramente un freno alla creazione di nuovi posti di lavoro, alla ricerca e sviluppo e quindi a una maggiore efficienza e competitività, alla produttività e alla riduzione dei costi, all’innovazione tecnologica. I danni arrecati al sistema economico dalla pirateria sono ancora più chiari se valutiamo gli effetti di una sua possibile riduzione. Attraverso un esercizio di simulazione (Reducing Software Piracy to Accelerate Global IT Benefits, IDC per BSA, Dicembre 2005), si vede come a fronte di una riduzione della pirateria del 10%, dal 2006 al 2009, si registrerebbero notevoli risultati sul sistema economico del Paese con: maggiori entrate per il settore informatico di circa 6,7 miliardi di dollari, aumento del gettito fiscale di 2,4 miliardi di dollari, 15 mila nuovi posti di lavoro e un contributo alla crescita economica (Pil) di 8,5 miliardi di dollari. La crescita dell’occupazione sarebbe già notevole nel 2006, se il tasso di pirateria attuale scendesse di due punti e mezzo dal 50% attuale. Ai circa 2 mila nuovi occupati del 2006 continuerebbero ad aggiungersene altri, in seguito a successive riduzioni, fino ad arrivare ai 15 mila nuovi occupati di tutto il periodo 2006-2009. È evidente quindi che nell’attuale situazione di crisi congiunturale, maggiori informazioni e consapevolezza sul fenomeno della pirateria porterebbero a una sua riduzione e darebbero un considerevole impulso sia all’economia del nostro Paese, sia al contesto internazionale. Il nostro Paese, come quelli che presentano i più alti tassi di pirateria, ne trarrebbe i maggiori benefici. Secondo le simulazioni fatte, infatti, questi sono più evidenti laddove il tasso di pirateria è più elevato.

Autore: ITespresso
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