Antipirateria in Toscana

Management

Le rilevazioni effettuate da Microsoft nelle province di Prato, Livorno
e Firenze hanno messo in evidenza tra i rivenditori un significativo
calo dell’offerta di software illegale rispetto agli anni passati

Il fenomeno della distribuzione di software duplicato abusivamente si manifesta sempre più spesso con la pratica denominata hard disk loading (HDL), tramite la quale i rivenditori installano software privo di licenza duso sui PC che poi vengono venduti a consumatori e aziende a prezzi particolarmente allettanti. I Mistery Shopper, compratori fittizi inviati da Microsoft a seguito di segnalazioni provenienti da utenti e rivenditori onesti stupiti da evidenti differenze di prezzo su prodotti simili, hanno lo scopo di individuare tali pratiche illecite. I dati in dettaglio della campagna che Microsoft ha condotto a ottobre in tre città della Toscana evidenziano come Prato sia la provincia in assoluto meno colpita dal fenomeno dell’offerta di software Microsoft non originale: su 20 punti vendita visitati dai Mistery Shopper, solo 1 è risultato non in regola. A Firenze l’indagine ha coinvolto 39 negozi, dei quali solo 2 hanno attuato politiche commerciali che violano la legge sul diritto d’autore. Infine, per quanto riguarda la terza provincia toscana coinvolta, Livorno, i dati dimostrano che su 20 rivenditori visitati, 2 hanno offerto copie non originali di prodotti Microsoft. In totale, dunque, su 79 punti vendita coinvolti nella campagna, solamente 5 sono risultati non in regola con l’offerta di software, per un tasso medio di illeciti pari al 6,3%. I dati rilevati nel corso dell’indagine effettuata da Microsoft sono ancora più significativi se comparati con quelli relativi alla media nazionale calcolata sulla base delle precedenti rilevazioni, che si attesta intorno al 32%. Inoltre, nel corso di una campagna condotta da Microsoft nella regione Toscana circa due anni fa, erano emerse percentuali di attuazione di pratiche illegali molto più elevate: su 50 punti vendita visitati, ben 14 si erano contraddistinti per offerte che violavano le norme a tutela del diritto d’autore, con una percentuale del 28%.

Autore: ITespresso
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