Antispam con Spews al bando il diritto alla e-mail!

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Da un po di tempo in rete sono presenti strumenti anti-spam talmente organizzati da recare seri pregiudizi anche a chi e un legittimo utente di Internet

Bologna – Da un po di tempo in rete sono presenti strumenti anti-spam talmente organizzati da recare seri pregiudizi anche a chi e un legittimo utente di Internet. Con Spews (una nuova associazione anti-spam internazionale), infatti, potremmo vederci tolto il diritto alla corrispondenza virtuale. Il meccanismo che porta a questa assurda conclusione e alquanto complesso, ma va brevemente analizzato per capire come mai un giorno o laltro potremmo vederci tolta la possibilita di inviare e-mail. Per cercare di tamponare la diffusione del fenomeno dello spamming, sono state create alcune tipologie di liste nere. Una fra tutte e quella che indicizza tutti gli indirizzi da dove proviene posta spazzatura. Una volta ottenuta la lista, questa viene utilizzata da numerosi mail server (cioe i server che gestiscono nodi di transito della posta elettronica), i quali appena ricevono posta da quei determinati indirizzi IP, rifiutano di processarla. La prima struttura anti-spam a sfruttare negli ultimi tempi questo sistema e stato il MAPS (Mail Abuse Prevention System). A causa di difficolta tecniche e in seguito ad alcune cause giudiziarie intentate dai soggetti vittime dellattivita del MAPS, questa organizzazione ha passato il testimone a unaltra – sua erede – di nome SPEWS (Spam Prevention Early Warning System). La particolarita del funzionamento di questa nuova comunita anti-spam consiste in particolar modo nellestendere le attivita di oscuramento (c.d. blacklisting), oltre a chi fa spamming, anche ai soggetti che non sono spammers. Questi ultimi, infatti, possono essere anche dei semplici, innocui navigatori, ma hanno la sfortuna di essere – loro malgrado – clienti di quegli ISP che si rifiutano di bloccare lo spam che producono in rete, pur dietro segnalazione dello SPEWS stesso di interrompere le attivita di disturbo. Ce chi difende a spada tratta loperato di SPEWS (si veda per es., http://www.pc-facile.com/news.php?id=807 ), dove si afferma testualmente che, anche se questa nuova comunita anti-spam blocca la posta elettronica di miti navigatori, il sistema di posta elettronica e costituito da reti private, che collaborano. Nessuno puo imporre ad altri di consegnare la posta elettronica. Sotto questo punto di vista, vedersi consegnata la propria e-mail non e un diritto, ma un privilegio. Si puo condividere un simile orientamento? E possibile cancellare con un colpo di spugna il diritto dei semplici navigatori (o magari soggetti attivi nel mercato del commercio elettronico) alla fruizione della propria posta? [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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