Antiterrorismo: archivio a spese dei governi?

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Le attuali legislazioni antiterrorismo ancora non forniscono una risposta univoca sui costi dello storage delle intercettazioni. Le Tlc Ue sono preoccupate

Le misure antiterrorismo adottate a fine luglio anche in Italia (con obbligo di conservazione del traffico telefonico e telematico per 30 mesi), e aggiornate dopo i fatti di Londra dello scorso luglio, stanno sollevando forti preoccupazioni presso gli operatori di telefonia. Già costa enormemente, sia in termini di spazio per lo storage che in termini economici, registrare dati per 12 mesi, quando, per ragioni contabili, non si oltrepassavano finora i tre mesi. Ora la Gran Bretagna, presidente di turno dell’Unione europea, spinge verso una regolamentazione comune sull’uso dei dati telefonici (email, telefonate, contatti, ma anche chiamate senza risposta o occupate), affermando che tale monitoraggio in almeno un caso è servito ai fini dell’anti terrorismo. Si tratta però di una mole di dati impressionante. In un vertice a Newcastle, in Gran Bretagna, i ministri competenti della Ue oggi cercheranno in un tavolo comune di affrontare il problema, promettendo di adottare soluzioni sostenibili dall’industria europea delle telecomunicazioni. Di fronte alle lamentele dei costi dell’adozione di queste nuove norme anti terrorismo, il Regno Unito ha risposto sostenendo di aver già siglato un accordo con un operatore mobile nazionale per tenere i dati per 12 mes i. Una via d’uscita, quindi, sembra tracciata: antiterrorismo a spese di governi e contribuenti? La risposa è attesa ds provider e operatori Tlc.

Autore: ITespresso
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