Antitrust, Google chiude il contenzioso negli USA

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Multa antitrust agli operatori mobili per servizi non richiesti

L’Antitrust USA ha stabilito che Google non viola le normative a stelle e strisce: Google è libera di estendere il suo dominio nel mercato della ricerca online, valutato 50 miliardi di dollari. Posti alcuni limiti da FTC

Google inizia il 2013 con una buona notizia, mettendo una pietra sopra al contenzioso Antitrust con la Federal Trade Commission (FTC), il refolatore statunitense che aveva indagato sul motore di ricerca di Mountain View per oltre 20 mesi. L’authority USA ha stabilito che Google non viola le normative a stelle e strisce: Google è libera di estendere il suo dominio nel mercato della ricerca online, valutato 50 miliardi di dollari, in crescita del 15% sull’anno precedente (secondo ZenithOptimedia, l’unità online dell’azienda parigina Publicis Group). I concorrenti di Google – da Yelp a Expedia, passando per Microsoft – non saranno felici di questa decisione, ma per il Ceo di Google, Larry Page, è una decisione che soddisfa i vertici di Mountain View, che hanno sempre respinto le accuse di abuso di posizione dominante, pur garantendo la massima collaborazione con i regolatori. FTC non ha le prove che il ruolo dominante di Google sia illegittimo, tuttavia ha posto alcune limitazioni.

Infatti Google dovrà aprire un piccolo spiraglio (ed è la prima volta in 14 anni di massima segretezza sul suo algoritmo) per togliere le limitazioni all’accesso a Google AdWords: gli inserzionisti potranno ottenere dati per verificare l’efficacia delle proprie campagne di adsvertising sulla piattaforma online per la promozione pubblicitaria AdWords.

In base a quanto ha messo nero su bianco l’Antitrust USA, Google non viola le normative Antitrust USA (ma rimane aperto il contenzioso con la commissione alla competizione UE), tuttavia il motore di ricerca dovrà aprire alcuni brevetti, promettendo l’interoperabilità e la versatilità, per consentire agli inserzionisti di gestire campagne pubblicitarie anche con siti concorrenti.

Google, che fattura circa 40 miliardi di dollari all’anno, di cui la maggior parte deriva dal mercato dell’advertising online connesso alla ricerca sul search engine, tira un sospiro di sollievo negli USA, dove detiene il 70% del mercato della ricerca online (in Europa, ben il 90%). Non ci sono evidenze che Google manipoli o compia distorsioni sui risultati delle ricerche, per dirottare i risultati sui siti del proprio ecosistema, boicottando la concorrenza. Questa era in “soldoni” l’accusa di Yelp, ma anche di Microsoft ed Expedia. Per l’Antitrust USA non ci sono evidenze a sostegno di questa ipotesi, dunque Google non abusa della posizione dominante.

Inoltre gli utenti consumer continueranno ad avvantaggiarsi della concorrenza online e nel mercato dei dispositivi mobili. Google, che dopo l’acquisizione di Motorola Mobility, si è aggiudicata un asset di 24 mila brevetti, dovrà offrire ai competitor l’accesso ai brevetti essenziali nella tecnologia per smartphone e tablet.

Il Presidente diFTC, Jon Leibowitz, si è limitato a porre alcuni paletti a Google, che in cambio dell’assoluzione, si è impegnata a chiudere la disputa sugli standard hi-tech nel mercato Mobile e ad assicurare l’interoperabilità, laddove Motorola possedeva standard e brevetti FRAND per connettersi ad Internet. Ma anche in questo settore, mancano le prove di un eventuale abuso di posizione dominante.

Rimane aperto il contenzioso con l’Antitrust UE: il commissario Joaquim Almunia assicura che la decisione americana non avrà effetto sulle scelte dell’Unione europea, notoriamente indipendente, come già avvenne circa un decennio fa con Microsoft.

Antitrust USA: FTC salva Google @ shutterstock
Antitrust USA: FTC salva Google

 

Autore: ITespresso
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