Antitrust Ue, a giugno Microsoft difenderà Internet Explorer

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Dal 3 al 5 giugno è slittata l’audizione di Microsoft in cui sosterrà la sua tesi, presentata lo scorso 28 aprile, per difendere il proprio browser dalle accuse di Opera Software

Il nuovo braccio di ferro Antitrust fra l’Unione europea e Microsoft, slitta a giugno. Dal 3 al 5 giugno è slittata l’audizione di Microsoft in cui sosterrà la sua tesi, già presentata scritta lo scorso 28 aprile, per difendere il proprio browser dalle accuse Antitrust di Opera Software.

Le accuse di Opera sono due: una è di aver spinto Internet Explorer, grazie all’integrazione forzata in Windows; l’altra riguarda la manca adesione agli standard di interoperabilità.

Intanto crescono gli alleati Ue contro Microsoft: alle accuse di Opera, Google e Mozilla si sono infatti aggiunti i membri dell’Ecis (Adobe, Corel, IBM, Nokia, Opera, Oracle, RealNetworks e Sun).

L’Unione europea sta valutando se obbligare Oem a distribuire anche i

browser concorrenti su Windows di Microsoft: gli utenti potrebbero trovare a scaffale Pc con più browser già installati e Microsoft potrebbe essere costretta a disabilitare certo codice non specificato di Internet Explorer, se un utente sceglie un browser rivale.

Le accuse Antitrust mosse prima da Opera Software, sono poi state formalizzate dalla Ue lo scorso 15 gennaio. Ma, dopo lo sfogo di Opera contro le mosse di Microsoft per aggirare le richieste Ue, consentendo di disattivare IE da Windows 7, anche Google ha invocato le pari opportunità.

Microsoft, nelle scorse settimane, a sorpresa, ha deciso di rendere Internet Explorer 8 removibile da Windows 7 . Opera Software ha risposto che è una forma di captatio benevolentiae verso l’Antitrust Ue, per evitare una nuova maxi-multa dall’Unione Europea,. Secondo Opera, anche questa mossa non sarebbe sufficiente a ripristinare la concorrenza nel mercato browser, dove Internet Explorer ha sempre goduto de l legame a filo doppio con Windows, mentre gli altri browser alternativi (Mozilla Firefox, Opera, Google Chrome, Apple Safari) devono essere scaricati manualmente e volontariamente.

Secondo gli ultimi dati di Net applications, Firefox detiene il 21,53% contro il 20,78% di tre mesi fa; Internet Explorer il 67.55%; Safari sale all’8,29% contro il 7,13% di novembre; Chrome ha sorpasssato Opera, e oggi ha l’1,12%.

Autore: ITespresso
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