Antitrust UE, Bruxelles fa pressione su Google

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Google sotto indagine: l'Antitrust UE teme l'abuso di posizione dominante

Google sotto indagine in Europa. L’Antitrust UE teme che Google non goda solo della sua forte posizione “fisiologica”, ma eserciti l’abuso di posizione dominante. La difesa del motore di ricerca

Bruxelles non è ancora soddisfatta dalle decisioni di Google. L’Antitrust UE, che non si lascia influenzare dal fatto che Google sia stata scagionata dall’Antitrust USA, bacchetta Google: “Siamo convinti che i risultati delle ricerche siano deviati“, mentre la UE chiede la revisione della normativa della privacy. Secondo il Financial Times (FT), il commissario europeo alla Competizione, Joaquin Almunia, è intenzionato ad andare fino in fondo con Google, per evitare la distorsione delle regole di mercato e della concorrenza. Le indagini continuano in Unione europea, e Google non può sperare di cavarsela dopo la fine dell’inchiesta statunitense: del resto, anche Microsoft venne “graziata” negli USA a suo tempo, ma poi pagò l’abuso di posizione dominante nella UE, dove commissario all’Antitrust era Mario Monti. L’interrogativo che Almunia da mesi si pone, è il seguente: Google devia il traffico, dirottandolo sui propri siti verticali di riferimento? L’accusa dei concorrenti, in soldoni, è questa, secondo cui google offrirebbe una corsia preferenziale ai propri siti: un’accusa pesante.

Stanno monetizzando questo business – dichiara Almunia intervistato dal FT – la forte posizione che detengono nel mercato della ricerca e non si tratta solo di posizione dominante, io temo, bemsì di abuso di posizione dominante“. Se Google non proporrà soluzioni soddisfacenti per la commissione europea, l’Antitrust UE dovrà procedere. La UE aveva dato un ultimatum a Google lo scorso 18 dicembre, ora il tempo stringe. Google finora ha promesso massima collaborazione con la UE, ma in Europa il motore di ricerca viene guardato con occhi diversi rispetto agli USA: e non solo per le questioni Antitrust, ma anche dopo aver cambiato le policy privacy. Senza contare gli altri campi minati, tuttora aperti: il dossier fiscale; la guerra con gli editori, che si sentono “cannibalizzati” dall’aggregatore Google News. Google ha sempre spiegato tutto punto per punto, ma soprattutto la Sinistra europea – dalla Francia di Hollande alla Germania – non si lascia convincere su due piedi.

Intanto il braccio di ferro fra Antitrust UE e Google, al momento, rimane aperto. E soprattutto ha a che fare con l’enorme market share di Google in Europa: al 90%, contro il 70% negli USA. Una situazione che ricorda il monopolio di Microsoft dieci anni fa, quando Windows dominava al 90% nel mercato dei sistemi operativi. Se Google non ottempererà alle richieste dell’Antitrust UE, rischia una multa decisamente più salata di quella di Microsoft: fino al 10% del fatturato. Dunque, nel caso di Google, la sanzione potrebbe essere stratosferica: fino a 4 miliardi di dollari.

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Google sotto indagine: l’Antitrust UE teme l’abuso di posizione dominante
Autore: ITespresso
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