Antitrust UE contro Google, è più complicato del previsto

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Antitrust UE contro Google, è più complicato del previsto
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La piattaforma mobile Google Android, nel mirino dell’Unione europea, ha permesso il calo del prezzo degli smartphone, di cui beneficiano i consumatori. Fatti che l’Antitrust UE non può ignorare

Anche il sistema operativo Android è finito nel mirino dell’Antitrust UE, ma presto l’Unione europea (UE) capirà che la piattaforma mobile di Google non è come Windows, oltre dieci anni fa, quando Microsoft iniziava la sua via crucis con il commissario europeo alla Concorrenza Mario Monti.

Il nuovo caso antitrust è di alto profilo, tuttavia è una vera “patata bollente” per il commissario Margrethe Vestage, che accusa Google di abuso di posizione dominante ed ha aperto un’inchiesta formale contro Android.

Antitrust UE contro Google, è più complicato del previsto
Antitrust UE contro Google, è più complicato del previsto

Android è la piattaforma mobile più popolare al mondo: detiene l’80% del mercato smartphone, ma ha superato iOS anche nel mercato tablet. Android è sempre più centrale nella strategia di Google, che ha anche lanciato l’economico Android One nei mercati emergenti, ha portato Android Wear sui dispositivi di Wearable Tech, Android Tv per i televisori, Android Auto per l’automotive e Android for Work per la produttività.

Mentre è in atto la migrazione globale dal desktop al Mobile (smartphone e tablet), l’Unione europea mette sotto la lente Android, un software gratuito ed “open source“, che tutti possono usare o modificare. In particolare, l’UE vuole vederci chiaro nei rapporti e negli accordi fra Google e i partner Android, soprattutto in merito all’ecosistema di apps di Google – come YouTube, Maps e Chrome –  (Google Play vale 35 miliardi di dollari) e laddove Google è il motore di ricerca di default.

Ma il caso del motore di ricerca di Mountain View è diverso dal caso Microsoft e le sue practiche di bundling di Internet Explorer e Windows media player con Windows, il sistema operativo che detiene il 90% del mercato Pc.

Secondo David Balto, ex policy director dello US Federal Trade Commission (Ftc), allora Microsoft voleva ostacolare la concorrenza, mentre Google pensa di avvantaggiare i consumatori; inoltre, Android ha permesso il calo del prezzo degli smartphone, di cui beneficiano i consumatori: lo smartphone Android meno caro costa sui 100 dollari, mentre l’iPhone più economico costa 450 dollari. Come fa l’Antitrust UE a non tenerne conto?

Inoltre Android gira su un’ampia gamma di dispositivi, dagli smartphone Samsung Galaxy S  ai tablet Galaxy Tab; dal Motorola Moto X a HTC One; fino ad Amazon Fire. La scelta è davvero vasta per i cosumatori: la concorrenza c’è. Android ha permesso ai vendor di competere sul prezzo, sui modelli, sulle innovazioni tecnologiche. E tutti gli accordi con Google, sono di natura volontaria.

Infine, David Olson, docente del Boston College Law School, osserva che 15 anni fa, scaricare un browser alternativo era materia per “pochi eletti”, oggi è una pratica diffusissima: gli utenti consumer scelgono liberamente e scaricano senza problemi le apps alternative. Il download è democratico, insomma, e la concorrenza c’è, in un ecosistema formato da un milione di apps.

Il mercato delle apps raddoppierà a 76.5 miliardi di dollari dal 2018, secondo Statista.com.

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