Antitrust UE, a Intel confermata multa da 1.06 miliardi di euro

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Intel deve pagare maxi multa da 1,06 miliardi di euro per abuso posizione dominante nel mercato chip x86
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Abuso di posizione dominante sul mercato dei processori x86. Intel perde il ricorso ed è condannata a pagare maxi multa da 1,06 miliardi di euro

Intel ha perso il braccio di ferro con l’Unione europea ,la cui authority Antitrust aveva condannato l’azienda di Santa Clara per abuso di posizione dominante nel mercato dei processori x86. Confermata la maxi sanzione a Intel da 1.06 miliardi di euro, comminata cinque anni fa per questioni Antitrust sollevate da Advanced Micro Devices (AMD). La Corte Generale europea ha completamente rigettato il ricorso di Intel contro la multa: il colosso dei chip è stato riconosciuto responsabile dell’utilizzo di strumenti illegali per escludere la rivale Amd dalla concorrenza. Ma il portavoce di Intel a Bruxelles si dice delusa dalla sentenza, sconfitta che comporta sanzione per abuso di posizione dominante sul mercato dei processori x86: Sophie Jacobs parla di “caso complesso”. E le 300 pagine del verdetto dimostrano che è vero, anche se il risultato è la conferma della multa.

Ma la UE ha stabilito che Intel avrebbe impedito la competizione grazie a ribassi verso i produttori di computer fra il 2002 e il 2005, così da vendere ai vendor fino al 95% dei chip per PC targati Intel. Nel 2009 la Commissione dichiarò che l’esclusione di AMD si estendeva a Dell, Acer, HP, Lenovo e NEC.

Intel deve pagare maxi multa da 1,06 miliardi di euro per abuso posizione dominante nel mercato chip x86
Intel deve pagare maxi multa da 1,06 miliardi di euro per abuso posizione dominante nel mercato chip x86

Intel ha arrecato danno a milioni di consumatori europei agendo deliberatamente per tenere i concorrenti fuori dal mercato dei chip per molti anni“, commentò anni fa il commissario europeo Neelie Kroes in una nota, anche se l’allora Ceo Paul Otellini annuncuava il ricorso, oggi perso. Si tratta di una multa record per l’Antitrust Ue, il doppio della sanzione data a Microsoft. Infatti Microsoft era stata multata dall’allora commissario Mario Monti per 497 milioni di euro (nel marzo 2004) e poi 899 milioni di euro, decisa dalla Commissione il 27 febbraio 2008 (1,39 miliardi di euro di maximulta complessiva).

Intel risulta colpevole di aver abusato di posizione dominante e aver violato le regole Antitrust Ue. Intel era accusata di aver indotto i retailer europei a non acquistare chip di Amd. Intel rischiava una multa Ue per abuso di posizione dominante pari al 10% del fatturato annuo. Invece è stata comminata multa pari al 4% dei ricavi di Intel del 2008 (pari a 37.6 miliardi di dollari).

Dopo il blitz del 2005, nel 2008 la Commissione europea aveva ispezionato di nuovo gli uffici di Monaco di Intel. Le ispezioni rientravano nelle indagini derivanti dall’accusa da parte di Amd verso Intel, per violazione delle norme antitrust e di pratiche anticoncorrenziali. Intel è accusata di aver tenuto un rapporto esclusivo di vendita con Media-Saturn-Holding. L’accusa a Intel e Media Markt è di aver fatto un “patto di cartello contro Amd“. Amd ha accusato Intel di pagare Media-Saturn-Holding tra i 15 e i 20 milioni di dollari per vendere solamente chip e computer con processori Intel, grazie a un’esclusiva segreta che sarebbe stata siglata nel 1997.

Adesso la Corte di Giustizia di Lussemburgo ha respinto il ricorso. E Intel dovrà pagare. Invece, negli USA Intel ha patteggiato con FTC: 1.25 miliardi di dollari sborsati a AMD nel 2009 più un accordo per non fare sconti sui prezzi o siglare patti in esclusiva coi vendor.

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