Antitrust Ue, multa miliardaria per Intel

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La Ue commina 1,06 miliardi di euro di sanzione record a Intel per abuso di posizione dominante. Intel, che ha tre mesi di tempo per pagare la multa ma ha già affermato che ricorrerà in appello, non dovrà più praticare sconti illegali o altre azioni per contrastare la rivale Amd. Il commento di Amd

Amd vince uno a zero contro Intel nell’Unione Europea. Intel dovrà sborsare 1,06 miliardi di euro come maxi multa Ue per abuso di posizione dominante, anche se il Ceo di Intel Paul Otellini ha già annunciato il ricorso: “Malgrado il nostro fermo punto di vista, abbiamo intenzione di collaborare con la Commissione durante la procedura d’appello per accertare che stiamo agendo nel rispetto della loro decisione. Infine, non vi è alcun dubbio che Intel continuerà a investire nei prodotti e nelle tecnologie che assicurano all’Europa e al resto del mondo le migliori performance di processore ai prezzi più bassi.

La Ue ha deliberato che Intel non dovrà più praticare sconti illegali o altre azioni illegittime per contrastare la rivale Amd. “Intel ha arrecato danno a milioni di consumatori europei agendo deliberatamente per tenere i concorrenti fuori dal mercato dei chip per molti anni“, ha commentato il commissario europeo Neelie Kroes in una nota. Si tratta di una multa record per l’Antitrust U e, che aveva già multato Microsoft per 497 milioni di euro (nel marzo 2004) e poi 899 milioni di euro, decisa dalla Commissione il 27 febbraio 2008 (1,39 miliardi di euro di

maximulta complessiva ).

Amd ha commentato:““La decisione odierna della Commissione Europea contribuirà a creare un nuovo equilibrio, diminuendo il potere di mercato di un’impresa che abusa della propria posizione dominante a favore dei produttori di computer, dei rivenditori e degli utenti finali”, afferma Giuliano Meroni, Presidente di AMD EMEA.

Nella bozza inviata dalla Commissione europea ai 27 stati della Ue, Intel risulta colpevole di aver abusato di posizione dominante e aver violato le regole Antitrust Ue.

Intel era accusata di aver indotto i retailer europei a non acquistare chip di Amd. Intel rischiava una multa Ue per abuso di posizione dominante, da 4,1 miliardi di dollari, pari al 10% del fatturato annuo.

Dopo il blitz del 2005, l’anno scorso la Commissione europea ha ispezionato di nuovo gli uffici di Monaco di Intel. Le ispezioni rientravano nelle indagini derivanti dall’accusa da parte di Amd verso Intel, per violazione delle norme antitrust e di pratiche anticoncorrenziali.

Intel ribadisce di voler collaborare con le autorità europee. Intel è accusata di aver tenuto un rapporto esclusivo di vendita con Media-Saturn-Holding. L’accusa a Intel e Media Markt è di aver fatto un “patto di cartello contro Amd“. Amd ha accusato Intel di pagare Media-Saturn-Holding tra i 15 e i 20 milioni di dollari per vendere solamente chip e computer con processori Intel, grazie a un’esclusiva segreta che sarebbe stata siglata nel 1997.

Amd, dopo aver incassato una vittoria Antitrust contro Intel in Sud Corea e una in Giappone (dove però non è stata comminata alcuna multa), dà caccia al colosso dei chip ovunque nel mondo: anche la Fcc americana sta indagando.

(Update: ore 14.24): Intel ha risposto alla decisione dell’Antitrust Ue, annunciando l’appello. Intel nega di aver mai commesso violazioni delle normative Ue e di aver mai venduto sottocosto: “Riteniamo che le nostre attività non abbiano violato le leggi europee. La conseguenza naturale di un mercato competitivo con solo due player primari è che quando uno dei due incrementa le proprie vendite, lo stesso non accade all’altro. La Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea ha ignorato o non ha voluto acquisire prove significative che contraddicono la sua decisione. Questi riscontri dimostrano come il mercato premi le aziende che agiscono bene, mentre si comporti all’opposto nei confronti di aziende che non performano” conclude la nota di Intel.

La storia del braccio di ferro Antitrust fra Intel e la Ue:

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Guarda: INTERVISTA: Meyer (Ceo di Amd), ‘Vi svelo il futuro di Amd’

Autore: ITespresso
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