Apertura rete, Telecom Italia supera il primo esame AgCom

NetworkReti e infrastrutture

L’Autorità per le comunicazioni vuole l’apertura entro fine anno. Ma Vodafone e gli operatori alternativi bocciano il progetto di liberalizzazione dell’ex monopolista

Anche Vint Cerf, padre del protocollo TCP/IP, ha detto che separare la Rete secondo il modello britannico, è la soluzione migliore. Ma in Italia non si parla di separazione ancora e siamo ai primi passi dell’apertura della Rete .

L’audizione dell ‘Ad di Telecom Italia, Franco Bernabé, presso il Consiglio dell’Authority, è stata salutata con toni positivi da Corrado Calabrò, presidente AgCom, come un confronto che “si e’ allargato al sistema Italia. Bisogna guardare tutti al sistema Paese“. L’apertura della rete di Telecom impiegherà circa sei mesi e i risultati si vedranno ragionevolmente entro fine anno. Bernabe’ ha poi chiarito che e’ in corso “un dialogo ampio con l’Autorita’, e si e’ discusso anche di Ngn“. Ma “non sta scritto da nessuna parte sia responsabilita’ di Telecom” realizzare le nuove reti: l’ accordo siglato con Fastweb sulla collaborazione in ottica Next Generation Network (Ngn) è prova dell’apertura della rete da parte di Telecom.

Ma se gli impegni presi dall’ex monopolista Tlc soddisfano, come primi passi, l’Autorità per le comunicazioni, una sonora bocciatura arriva dalla nota sottoscritta dagli AD di Vodafone Italia, Wind, Fastweb, Tiscali Italia, BT Italia, Tele2 e di Colt Italia.

Vodafone e gli operatori alternativi “si riservano di discutere nel dettaglio in Autorità gli impegni presentati da Telecom Italia e di proporre le necessarie modifiche per creare un reale mercato concorrenziale“.

E aggiungono: “Gli impegni annunciati da Telecom Italia il 19 giugno, non appaiono, sulla base di quanto ad oggi noto, una risposta adeguata: nulla aggiungono rispetto a quanto già previsto dall’attuale quadro regolatorio e quindi confermano solo il mancato rispetto da parte di Telecom Italia della attuale normativa“.

E sottolineabno: “È indispensabile assicurare, come priorità numero uno, la garanzia di condizioni eque e non discriminatorie nell’accesso a tutti i servizi “all’ingrosso” di Telecom Italia. Vanno sostenute, tecnicamente ed economicamente, le forme di investimento volte a rafforzare la competizione tra operatori infrastrutturati e va tempestivamente implementata la separazione funzionale dei servizi e degli elementi della rete, attuale e futura, dell’incumbent anche per salvaguardare gli ingenti investimenti realizzati dagli OLO negli ultimi anni proprio nella rete di accesso“.

Autore: ITespresso
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