Appello contro Ipred2

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Le Major dell’intrattenimento

stanno pressando l’Unione europea affinché vari una nuova Direttiva europea sul copyright. Si chiama Ipred2 e affianca misure penali al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Ma un conto è la tutela del copyright, un altro le richieste di questa futura direttiva. Il diritto d’autore, usato come baluardo delle proprie fortezze digitali, non è certo una novità. In Italia abbiamo conosciuto la Legge Urbani, negli Stati Uniti il Digital Millennium Copyright Act (Dmca), che proprio nelle ultime settimane è tornato di gran voga da quando Viacom ha deciso di impugnarlo come una spada per fare richieste di risarcimenti miliardari a YouTube (nonostante la difesa di Google, proprietaria del sito di video condivisione, affermi che YouTube rispetta pienamente il Dmca e non viola la legge sul diritto d’autore statunitense). Ma la difesa del copyright contro YouTube va talmente di moda che ha già contagiato anche la nostra Rai: ha già diffidato YouTube e altri siti (per la cronca: Libero Video e DailyMotion) affinché eliminino dai loro siti i contenuti protetti da copyright. Il Web 2.0, con il suo carico di interattività e social networking, mal si concilia con il business tradizionale? E allora anche l’Europa va al fronte e dichiara guerra alla pirateria: Ipred2 promette maggiori poteri nell’anti pirateria all’industria dell’intrattenimento; chiusura a doppia mandata di hardware e contenuti; tracciamento dei cittadini Ue. La proposta di direttiva sulle misure penali per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nelle scorse settimane aveva anche sollevato perplessità da parte di Assoprovider: AIIP e Assoprovider condividono i timori dei titolari dei diritti di proprietà intellettuale riguardo alla violazione del copyright in Rete, tuttavia non ritengono appropriato il ricorso alle sanzioni penali a carico degli utenti di Internet. Ma l’Europa vuole andare al voto della proposta di Direttiva il 24 aprile. La Rete e i cittadini europei, che già hanno combattuto e vinto una battaglia contro la brevettabilità del software in area Ue, non ci stanno: si rivoltano contro la blindatura di Internet. E lanciano un appello. L’appello, apparso su Frontiere Digitali (uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni nato a Roma nel dicembre del 2005), porta come primo firmatario Fiorello Cortiana:

Autore: ITespresso
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