Apple, Amazon e Google nel mirino del fisco UE

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Indagini svolte in USA, Gran Bretagna e Francia mettono Apple, Amazon e Google sul banco degli imputati. Basta elusione fiscale causata da un eccessivo permissivismo legislativo: è ora di pagare il fisco

Le grandi aziende IT sfruttano le “falle” della normativa europea per eludere il fisco. Lo hanno denunciato indagini svolte in USA, Gran Bretagna e Francia su Apple, Amazon e Google. I leader europei s’incontreranno a un summit di quattro ore, inizialmente dedicato all’energia, ed ora riconvertito a causa delle nuove priorità nell’agenda europea. I Presidenti del Consiglio europei affronteranno il tema su come combattere le tecniche usate dalle grandi aziende per eludere, legalmente, il fisco. Il Congresso USA ha accusato Apple di sottrarre 74 miliardi di dollari al fisco americano tra il 2009 e il 2012 grazie ad una società costituita in Irlanda, che però respinge al mittente ogni addebito.

Ma se il Ceo Tim Cook, ascoltato nell’audizione che si è tenuta ieri davanti alla sottocommissione parlamentare, si difende (anche se Apple ha pagato meno dell’2% delle tasse), l’Europa va all’attacco. Anche perché a sfruttare le lacune dell’amministrazione fiscale, non è solo Apple. Negli USA sono finite nel mirino della subcommissione anche Microsoft e Hp. Invece in Europa sono sulla graticola Amazon e Google. La prima è accusata di pagare meno tasse di quanti incentivi riceva, mentre la seconda è additata per pratiche fiscali poco trasparenti. Già in passato il chairman di Google Eric Schmidt si era giustificato così: “Quello che facciamo non è evadere le tasse: si chiama capitalismo. (…) Siamo molto orgogliosi della struttura che abbiamo messo in piedi, basata sugli incentivi che i vari governi ci offrono per operare nelle loro giurisdizioni. A l’Espresso, nel luglio 2011, Schmidt aveva replicato: “Abbiamo l’obbligo verso gli azionisti di adottare una struttura fiscale efficiente ma rispettiamo le leggi di ciascun paese in cui operiamo“.

Ma adesso i nodi vengono al pettine: un certo lassismo fiscale e leggi troppo permissive non aggiornate nell’era delle Internet companies lasciano alle Big IT maglie troppo larghe, facilmente aggirabili. Amazon ha pagato solo 3.7 milioni di dollari di tasse nel 2012 su 6.5 miliardi di dollari di ricavi. Secondo Reuters, queste sono le proporzioni anche a carico di Google in UK. Parigi ha chiesto a Google tasse non pagate per 1.7 miliardi di euro. I governi europei denunciano perdite per un trilione di dollari. I leader europei chiedono che vengano intraprese azioni per sanare questi “buchi”, ricorrendo all’OECD, ai trattati bilaterali e a norme “anti-abuso”.

Apple, Amazon e Google sono accusate di elusione fiscale @ shutterstock
Apple, Amazon e Google sono accusate di elusione fiscale
Autore: ITespresso
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