Apple ammette: Risolveremo quanto prima il bug del tracciamento di iPhone

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Apple conferma che c’è una vulnerabilità nel software per cui l’iPhone archivia troppe informazioni. Una grave falla nella Privacy, a cui Apple porrà rimedio in tempi brevi. Ecco come

Apple capitola di fronte alle accuse di “tracciamento silente” ad opera di iOS 4 su iPhone e iPad 3G. Dopo una settimana di imbarazzante “silenzio assordante” di Apple, il produttore di iPhone e iPad nega le “accuse di stalking” e pedinamento, ma ammette il bug in iOS 4, dopo aver stilato una pagina di FAQ sul caso del tracciamento (Frequently asked questions). Apple, pur smentendo le accuse di tracciamento, conferma che c’è una vulnerabilità nel software per cui l‘iPhone archivia troppe informazioni. Una grave falla nella Privacy che ha dato adito al tracciamento degli utenti, e che potrebbe diventare oggetto di Class action, e di indagini internazionali. Apple sanerà il bug quanto prima, visto che la falla sta ledendo anche l’immagine del brand Apple. L’aggiornamento del software ridurrà la dimensione degli hotspot wireless memorizzabile sugli iPhone e cesserà di effettuare il back up di queste informazioni. Inoltre cancellerà la cache interamente quando la funzionalità Location Services verrà disattivata. Tutto ciò al prossimo update di iOS.

Due ricercatori avevano accusato l’iPhone di seguire gli utenti e tracciare le località dove si trovano. iOS 4 per iPhone e iPad 3G mantiene i log delle coordinate latitudine-longitudini e del tempo della visita, con una finestra di cronologia aperta di oltre un anno. I dati dei device di Apple non sono cifrati e sono immagazzinati senza adottare sistemi crittografici sicuri, ma i tracciamenti possono essere visionati da chiunque, con estrema facilità.

Tuttavia Apple nega di tracciare i movimenti dei suoi utenti tramite gli iPhone rigettando l’accusa di sfruttare i dati per un mercato basato su geo-localizzazione e servizi locali. “Apple non sta localizzando il vostro iPhone”, ha fatto sapere la compagnia oggi in un comunicato. “Apple non lo ha mai fatto e non ha in programma di farlo“. La società ha illustrato come funzionano gli iPhone: “mantengono un database di hotspot Wi-fi e ripetitori intorno alle vostre attuali location…per aiutare il vostro iPhone a calcolare rapidamente e accuratamente dove si trovano quando richiesto“.

Non bastava dire, come aveva fatto il Ceo Steve Jobs (pur essendo in congedo malattia), che “così fan tutti“, oppure additare i rivali (soprattutto Android). Anzi, Google ha messo online un video in cui si può vedere come protegge i dati personali contro usi non autorizzati degli utenti nei suoi segreti data center. In precedenza Google aveva rigettato le accuse di Apple dicendo: “Qualsiasi localizzazione dei dati inviata ai server della localizzazione di Google viene anonimizzata e non può essere riconducibile all’identificazione di un utente”.
Adesso anche Apple ha ammesso il bug e promette di risolverlo in tempi brevi. Tra l’altro iniziava a emergere anche un altro fatto, non secondario, sottolineato solo dal sito SetteBit: “Il sistema, oltretutto, funzionerebbe anche se l’utente lo vuole disattivare ed avrebbe la capacità di trasmettere i dati (ovviamente addebitando tutto sulla bolletta dell’utente, questo non lo nota nessuno di chi ha abbonamenti “unlimited”) a server remoti“. Per Apple il caso è da chiudere in fretta, anche se ora la parola passerà ai Garanti Privacy UE, all’Authority della Sud Corea e alle eventuali class action e denunce private.
iPhone e iPad risolveranno il bug di iOS 4
iPhone e iPad risolveranno il bug di iOS 4
Autore: ITespresso
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