Apple, capitalizzazione da record. iPhone sotto tono?

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Apple è il marchio con il valore più alto al mondo, e ha superato Google. Tra tanti segnali positivi però le vendite di iPhone (-1 percento)

Può essere considerato negativamente il calo dell’un percento nelle vendite di iPhone? La risposta sarà sicuramente sì, per gli analisti detrattori della Mela, e sarà no per chi più semplicemente vede le cose come stanno. Apple con una manciata di smartphone, e relativa ottimizzazione assoluta a scaffale, riesce a competere in quel mare in tempesta, ma che non cresce più come prima, che è il mercato smartphone.

Si sono moltiplicati a decina i marchi cinesi di valore su piattaforma Android, tutti i grandi hanno annunciato il proprio modello top di gamma, e Apple comunque con uno smartphone (declinato in quattro modelli in tutto) che ha già i suoi mesi perde l’1 percento e si attesta su un venduto di 50,8 milioni di unità. Non sapremmo che altro dire…

Tim Cook, Ceo di Apple
Tim Cook, Ceo di Apple

Il secondo trimestre dell’anno fiscale di Apple vede i ricavi in crescita del 4,6 percento (52,9 miliardi di dollari), sotto le aspettative, ma ugualmente in grado di stupire gli analisti che avevano pensato a una performance inferiore. Apple ora per il terzo trimestre si attende ricavi in una forchetta tra 43,5 e 45,5 miliardi (sotto le attese di 45,7 miliardi).

L’utile netto nel secondo trimestre è in crescita del 4,9 percento (11,03 miliardi), un utile che vale 2,10 dollari per azione… Sono dieci miliardi di dividendi per gli investitori. E intanto ci pensa Tim Cook a togliere benzina dal fuoco segnalando l’aumento della domanda di iPhone 7 Plus.

Piuttosto le considerazioni su Apple devono essere di altro tipo. Cupertino non potrà continuare in eterno a reggersi così tanto solo su iPhone. Tim Cook, e gli ultimi passaggi di comunicazione, hanno evidenziato bene l’intenzione di investire ancora e tanto nel mercato PC. Corretto. Saremmo curiosi di considerare però a quanti clienti sia piaciuta la touchbar e come vadano le vendite rispetto ai laptop con tasti funzione tradizionali. A catalogo ci sono gli iMac che hanno bisogno di una rinfrescata (dal 2015 cambia poco o nulla) e ovviamente Mac Pro di cui abbiamo già parlato.

Con il comparto dei sistemi di computing Apple ha realizzato 5,8 miliardi circa di fatturato nel suo secondo trimestre fiscale, chiuso il 1 aprile, in crescita rispetto al medesimo periodo dell’anno prima, ma non basta, anche perché compensa il calo in gran parte fisiologico nel mercato iPad (circa il 12 percento, per 3,8 miliardi complessivi). Noi pensiamo che l’esperienza di iPad Pro nelle due diagonali sia tutt’altro che negativa, lato utente, ma probabilmente mal posizionata in termini di prezzo. Forse è davvero il momento che tutti gli iPad siano iPad Pro.   

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