Apple e Qualcomm ai ferri corti

Autorità e normativeGiustizia
Apple e Qualcomm ai ferri corti

Adesso il chipmaker si ritrova sotto scacco nell’ambito dei due principali mercati mondiali. Il contenzioso Antitrust che divide Apple e Qualcomm

Prima Apple ha denunciato Qualcomm, mettendo nel mirino accordi di licenza e denunciando forme di estorsione adottate dal chipmaker nei suoi confronti. Nei giorni seguenti Apple ha aperto un nuovo contenzioso nei confronti di Qualcomm, questa volta in Cina. Adesso il chipmaker si ritrova sotto attacco nell’ambito dei principali mercati.

Apple e Qualcomm ai ferri corti
Apple e Qualcomm ai ferri corti

Ricapitoliamo. Qualcomm è stata condannata in Sud-Corea, dove le autorità asiatiche hanno contestato la violazione delle regole per la concorrenza. La Korean Fair Trade Commission (KFTC) ha comminato a Qualcomm una sanzione da un migliaio di miliardi di won, pari a circa 815 milioni di euro. Il chipmaker ha intende appellarsi all’Alta Corte di Seoul, ma al momento ha l’obbligo di “saldare” la multa nel giro di 60 giorni. Nel 2014 la KFTC aveva abbiato un’indagine sulle pratiche commerciali di Qualcomm, azienda specializzata – come Samsung – nella realizzazione di design per chip SoC ARM da vendere ai produttori di dispositivi mobili e nella raccolta di royalty per i suoi numerosi brevetti.

Negli USA, le accuse di Apple discendono da quelle formulate dalla FTC. La Federal Trade Commission (FTC) ha denunciato Qualcomm per abuso di posizione dominante presso la Corte distrettuale federale della California.
L’azienda di Cupertino chiede a Qualcomm il rimborso di circa un miliardo di dollari. Qualcomm pretendeva di stipulare accordi di licenza e royalty su tecnologie “con cui non avevano niente a che fare”: royalty legate alle innovazioni targate Apple, connesse a TouchID, display e fotocamere.
Inoltre, il chipmaker pretendeva da Apple almeno cinque volte tanto in pagamenti di royalty rispetto a tutti gli altri licenziatari combinati. Apple spiega che Qualcomm è giunta anche a “bloccare il pagamento di circa un miliardo di dollari”, dovuti a Apple nel quadro del programma di rimborsi in cambio di esclusiva, come “ripicca per le risposte date alle autorità antitrust coreane”.

In Cina l’azienda guidata dal Ceo Tim Cook replica le accuse di sfruttamento in funzione estorsiva di posizione dominante e pretesa di royalty troppo alte per brevetti legati a standard tecnologici: chiede un miliardo di Yuan, l’equivalente di 145 milioni di dollari di risarcimento.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore