Apple iMac 21,5 pollici, un all-in-one per ogni dove

PCWorkspace
2 0 1 commento

IN PROVA – L’all-in-one di casa Apple è disponibile a poco più di mille euro. Apple iMac 21,5 pollici è un desktop completo per la casa, gli uffici, e i luoghi di rappresentanza che vede nella versatilità d’utilizzo la sua migliore caratteristica. I vantaggi di una soluzione con tutto il software che serve compreso nel prezzo

Costa 1.129 euro la postazione di lavoro completa Apple iMac 21,5 pollici nella sua configurazione di base, proposta da Apple dopo l’ultimo aggiornamento di listino. Si tratta di una soluzione casa/ufficio che vanta come punti di forza la disponibilità di tutto quello che serve per fare bene, senza compromessi, il lavoro con le applicazioni office, godendo dell’intrattenimento multimediale, come si conviene a un computer che non è certo pensato per le applicazioni mission critical, ma allo stesso tempo soddisfa chi lo usa, anche per l’assoluta comodità di utilizzo.

Il design consueto elegante e sobrio, con la base di appoggio che ospita tastiera e mouse dopo l’utilizzo, limita al minimo gli ingombri su qualsiasi scrivania con un’altezza massima di 45 cm, e una profondità di 17,5 cm. In questo caso la larghezza è poco rilevante, comunque il dato di targa è di 52,8 cm per 5,68 Kg di peso.

Volutamente ci piace provare iMac 21,5 pollici nella configurazione di base e cioè con Intel Core i5-4260 dual-core a 1,4 GHz (1cpu, 2 Core, 4 Thread) e turbo boost fino a 2,7 GHz (cache L3 da 3 Mbyte), già 8 Gbyte di Ram, il disco rigido da 500 Gbyte (5400 RPM) e il comparto grafico nutrito da Intel HD Graphics 5000, arrivata con le Cpu di quarta generazione Haswell e che ha portato il relativo incremento di performance rispetto alla diffusa piattaforma HD 4000. Si parla di incrementi prestazionali nell’ordine del 25 percento almeno, secondo Santa Clara.

Apple iMac 21,5
Apple iMac 21,5 le interfacce

 

In questo caso la nota obbligatoria al servizio del consumatore è la segnalazione che gli 8 Gbyte di memoria sono saldati sulla scheda madre e  non sono accessibili dall’utente, mentre il modello maggiore con display oltre i 27 pollici consente la sostituzione dei moduli di memoria all’utente finale. Il display è di tipo IPS con risoluzione 1920×1080. Siamo schietti: per chi è abituato a lavorare con un desktop e rinnova il proprio pc è una risoluzione perfetta.

Se però vi siete già abituati alle risoluzioni tipo Retina, o avete disponibile un monitor dedicato con risoluzioni più elevate, e lo usate con un altro computer, vi possiamo garantire che soffrirete per la differenza. Ci si abitua sempre al meglio e 1920×1080 a poca distanza, chi ha lavorato con Retina, li nota subito.

Apple iMac interfacce frontali
Apple iMac interfacce frontali

 

Dal punto di vista delle interfacce di comunicazione il rilievo migliore è legato certamente alla presenza di Thunderbolt (non nella versione 2), con due porte, e USB 3.0 (quattro porte), ma segnaliamo anche Wifi ac, la versione migliore disponibile, anche se su un entry level. Vogliamo sottolinearne la bontà perché a parità di condizioni è rarissimo avere problemi di connettività o di interferenze di banda con i chipset WiFi dei Mac.

E’ giusto in questo segmento, a nostro avviso, aver abbandonato Firewire, rinunciando a una retrocompabilità che poco importa all’utente di questo iMac, che invece può ritrovare ancora Firewire su Mac mini. Con quattro porte USB 3.0 sono illimitate le possibilità di espansione, anche perché a differenza di altri all-in-one mouse e tastiera non ne occupano alcuna in quanto lavorano senza fili. Apple invece ha lasciato la presa Ethernet e noi gliene siamo grati, è la soluzione più immediata e anche in ufficio sarà gradita.

La soluzione iMac nella versione base mette in evidenza altri vantaggi: con il sistema operativo, sempre aggiornabile gratuitamente, anche quando quest’ottobre arriverà con Yosemite la nuova versione il cui aggiornamento sarà gratuito anch’esso e come nello stile Apple, scaricabile e installabile senza problemi di sorsa e senza bisogno di verificare prima chissà quali compatibilità.  iMac arriva con precarite iLife e iWork. E’ tutto quello che serve a casa e per la scuola per iniziare a lavorare.

Resta nel nostro cuore, lo ammettiamo, l’attesa per la disponibilità di una versione Office 365 degna del Mac. Perché oramai la versione che Microsoft mette a disposizione a chi sottoscrive Office 365 oggi, mentre sui dispositivi mobile è ottima, su MacOs è proprio datata, soprattutto per quanto riguarda Outlook. Consigliamo per questo di utilizzare senza patemi iWork piuttosto che spendere soldi per Office di Microsoft, fino a quando non arriverà la nuova versione di sicuro, poi sarà da valutare.

I nostri test multipiattaforma con GeekBench hanno fatto toccare alla proposta iMac 21,5 il punteggio di 2860 (Single-Core) e 6042 Multi-Core.

Apple iMac, una guida alla scelta

Come guida alla scelta ci sentiamo di consigliare questa soluzione certamente per un utilizzo domestico come negli uffici. Vogliamo al proposito ricordare che con Mail sono supportati molto bene gli account Exchange, anche multipli, senza dover acquistare nessuna licenza supplementare, e se non ci sono esigenze particolari anche il problema della suite di office per gli utilizzi più comuni è risolto senza altri acquisti. Soprattutto negli uffici di rappresentanza, poi, la funzionalità si associa con l’eleganza di uno chassis completamente in metallo. Ci sono alcune catene alberghiere, per esempio, che hanno scelto proprio questo modello per la dotazione in camera a disposizione dei propri clienti.

A casa, la scelta della piattaforma Apple offre il vantaggio di un computer, per esempio per i ragazzi, completo per fare tutto e di livello qualitativo sopra la media, con tutti i vantaggi di un display in grado di lasciare fruire nel migliore dei modi anche i programmi multimediali e le trasmissioni tv. Dal punto di vista software, la proposta con GarageBand incluso non vede un equivalente in ambito Windows con la stessa facilità d’uso.

Spesso la soluzione Mac non viene preferita per il timore di una scarsa compatibilità con quelli che saranno i programmi utilizzati. Anche in questo caso non sono pochi i miti da sfatare, considerato che comunque chi sceglie un Mac, anche a basso prezzo, acquista in verità una macchina con integrazione hardware/software che mette al riparo da tanti guai di malfunzionamento e nel complesso ancora oggi iù sicura, senza l’installazione aggiuntiva di software. Nel contesto familiare è un fattore da valutare, così come – in ogni caso – la possibilità di utilizzare proprio in casi estremi, ugualmente, Windows con i programmi di virtualizzazione.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore