Apple iMac, l’all-in-one manda in soffita il desktop

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Un unico modello di all-in-one per due diagonali display. Con iMac Apple offre una soluzione da scrivania per tutte le esigenze: da 1.300 a 4.300 euro. Punti di forza la nuova soluzione Fusion Drive

 iMac di Apple è stato aggiornato. Si tratta di un passo avanti necessario e sufficiente per sancire il pensionamento definitivo del desktop – quello che infastidisce, sotto la scrivania con cavi aggrovigliati di infinite periferiche. Apple iMac non è certo il primo all-in-one. Né  gli all-in-one sono nemmeno un’invenzione Apple. Alcuni modelli sono antecedenti agli anni ’80 e non sono usciti dall’azienda di Cupertino. Fatto sta che l’inizio del percorso di Apple in questo genere di prodotti, come li intendiamo oggi, può essere tranquillamente ricondotto alliMac G5 del 2005. Questo è stato il primo all-in-one ‘moderno’ con la mela morsicata al centro in mezzo al profilo inferiore e, dietro uno schermo piatto, si è riusciti a far stare tutto quello che serviva per lavorare con un computer completo “sulla” scrivania, non “sotto”.

A guardare oggi un Apple iMac, di strada ne è stata percorsa davvero tanta. L’occhio viene subito attratto dal profilo del display: un design elegantissimo, che appare spesso meno di mezzo cm. La Apple iTv potrebbe ispirarsi proprio a questo design? Vedremo. Si rimani stupiti ad osservare l’ingombro globale di appena 17,5 cm di profondità, con il retro del display incornicato in alluminio, bombato, che ospita tutti i connettori per le periferiche. L’altro rilievo immediato riguarda la convinzione di Apple che un’unità ottica non sia più necessaria nei computer per lavorare e divertirsi, se non come accessorio.

La terza osservazione, da segnalare tra le ‘funzionalità’ che contano, è la possibilità di acquistare un Apple iMac con la tecnologia Fusion Drive. Il sistema di storage combina 128 Gbyte di memoria flash con i tradizionali dischi fissi (da 1 Terabyte a ben 3 Terabyte). L’intelligenza di Fusion Drive individua quali applicazioni e documenti debbano stare nella memoria flash (più veloce) e cosa invece possa essere “ripescato” all’occorrenza dallo storage di tipo tradizionale. In questo modo, in un processo del tutto invisibile all’utente, che non si accorge di nulla (e nulla può fare per gestire diversamente il processo), si hanno a disposizione documenti, file, programmi più utilizzati nel minor tempo possibile.

È un sistema che imita la memorizzazione dei dati e il loro ripescaggio, anche sui server. A prima vista però un’osservazione viene spontanea. Ed è quasi una richiesta, un desiderio forse condiviso da tanti altri utenti. In futuro sarebbe splendido poter avere un display senza più riflessi: anche a finitura opaca. Apple ha lavorato seriamente alla risoluzione del problema su questo nuovo iMac, e certamente l’effetto è percepibile, ma non ancora sufficiente. Di una soluzione a schermo opaco o comunque davvero antiriflesso beneficerebbero tra l’altro anche iPod, iPhone, iPad e i MacBook. L’iPad è il device che soffre più degli altri, proprio per le dimensioni e la modalità di utilizzo.

Apple iMac, caratteristiche e giudizio

Per quanto riguarda l’offerta, noi abbiamo in prova Apple iMac con display da 21,5 pollici e Cpu Intel Core i5 da 2,7 GHz. L’altra diagonale disponibile è iMac da 27 pollici.

Sul modello base, quello che noi proviamo, non c’è purtroppo Fusion Drive e questo iMac non può essere configurato, nemmeno in fase di acquisto, con Fusion Drive riservato al modello Apple iMac da 21 pollici, con Intel Core i5 da 2,9 GHz e ai modelli superiori. In pratica Apple su questo modello base di iMac, che costa 1.379 euro, permette solamente di raddoppiare la dotazione di Ram da 8 Gbyte (su due moduli da 4 Gbyte) a 16 Gbyte (con due moduli da 8 Gbyte), anche il disco fisso, pur da 1 Terabyte, è sacrificato perché si tratta del modello a 5400 rpm. Si devono investire 200 euro in più e passare al modello superiore (con Intel Core i5 a 2,9 GHz) per poter avere i processori Intel Core i7 e Fusion Drive, ma aggiungendo altri 250 euro.

In pratica un Apple iMac davvero ‘compiuto’ con le migliori tecnologie del momento viene a costare in verità 1.829 euro con la diagonale del display da 21 pollici. Il modello da 27 pollici, con Fusion Drive e disco da 1 Terabyte costerà invece 2.149 euro. È ovvio che la proposta induce a qualche riflessione. La prima ci porta a dire che un iMac base è sacrificato, ma si allinea alla proposta degli altri vendor, e gli 8 Gbyte di Ram di serie non sono male, con la seconda riflessione invece vorremmo sottolineare che la configurazione di all-in-one di Apple è molto intelligente (ma anche furba) e comunque bagna il naso ad alcuni competitor che hanno fatto dei configuratori sul Web la propria forza salvo poi incasinare i listini e i modelli, lasciando sempre meno possibilità di scelta agli utenti.

Apple mette a listino un solo modello all-in-one,  con due diagonali, e copre il segmento dei pc da scrivania con un’offerta che va da 1.379 euro e può arrivare fino a un Apple iMac da  4.329 euro (tanto si pagano 32 Gbyte di Ram e un’unità di memoria flash da 768 Gbyte; con Intel Core i7 a 3,2 GHz e la grafica NVIDIA GeForce GTX 680MX che vanta 2GB GDDR5) in tre soli passaggi del mouse. Questa a nostro avviso è oggi una delle armi più efficaci della proposizione Apple.

Vediamo allora il resto. Il modello in prova lavora con scheda grafica Nvidia GT 640M con 512 Mbyte di memoria dedicata. Stupisce di più che, di serie, 1 Gbyte di memoria grafica si possa avere solo con il modello proposto in partenza con Intel Core i5 a 3,2 GHz, praticamente quello più costoso. Allo stesso tempo anche questo elemento avvalora la nostra tesi secondo cui il “vero” Apple iMac sia in verità quello con diagonale da 27 pollici. La differenza si percepirà lavorando intensamente, con un display comunque migliore, e un comparto grafico potente. Il 27 pollici ha una risoluzione 2.560×1.440 pixel, il 21 pollici 1.920×1.080. La minore diagonale del secondo non aiuta quindi. La distanza di lavoro per lo più resta la medesima, ma le differenze si notano. Si notano anche rispetto alla generazione precedente, che ancora soffriva, soprattutto alla base, di luminosità non sempre uniforme. E’ proprio stando alla propria postazione, seduti, davanti a questi computer ‘tutto compreso’ che si scopre come sia poco naturale tenere il braccio sollevato, per usare il touchscreen, come costringe a fare Windows 8. Tanto più quanto è maggiore la diagonale.

Tra gli Apple iMac di differenti diagonali, invece, registriamo con piacere la congruenza per quanto riguarda la dotazione di interfacce: sopravvive la presa Ethernet, sono disponibili ben 4 porte Usb, tutte 3.0, oltre a due Thunderbolt  (un vero peccato che ancora non abbiano fatto breccia e non siano le preferite dai produttori di periferiche, vedremo se Usb vincerà ancora una volta il confronto) e allo slot per schedine Sd, con supporto SDXC. Oltre a questo – e alla presa per le cuffie – secondo Apple, non serve altro, nemmeno l’unità ottica, che resta accessoria.

Si noti poi che la presa per le cuffie è solo per le cuffie, il microfono,doppio, è esterno, con sistema di riduzione del rumore – efficace. Appena sotto, già sulla cornice nera del display si posizionanoil sensore di luce ambientale e la Webcam da 720p. Se l’utente desidera una soluzione cuffie-microfono all-in-one, deve necessariamente scegliere un kit Usb. Tutti gli Apple iMac supportano la connettività WiFi n, Bluetooth 4.0 e  le antenne WiFi e Bluetooth sono collocate dietro la fascia bassa metallica alla base del display. Efficace è anche il sistema di dissipazione del calore e contribuisce alla silenziosità complessiva della macchina lo chassis in metallo che aiuta la dissipazione passiva, nascosta sul retro c’è comunque una feritoia per la dissipazione del calore tramite una ventola in verità molto silenziosa.

La confezione di tutti gli Apple iMac comprende il cavo per il collegamento all’alimentazione elettrica, le brevissime istruzioni di avvio, mouse e tastiera. La tastiera è Bluetooth di tipo compatto. Apple in questo comparto potrebbe fare molto di più e molto meglio: mentre magic TrackPad è a nostro avviso il sistema di puntamento migliore al momento disponibile – in senso assoluto –  si rimane sempre un po’ male a trovare nella confezione la tastiera compatta, senza nemmeno il tastierino numerico separato, e un mouse con cui (parere personale) non ci siamo mai trovati a nostro agio. Per un computer da oltre 1.300 euro, non si potrebbe davvero offrire di più?

Se in fase di configurazione l’utente dovesse avere dei dubbi il nostro consiglio è di non rinunciare a Fusion Drive, e di elevare la configurazione del comparto grafico. In questo modo Apple iMac sarà anche una perfetta macchina da gioco. In ordine, se ancora avete qualche spicciolo spendetelo nel doppio slot di Ram da 8 Gbyte.

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