Apple Mac mini

Workspace

L’ultima creazione di Apple è un computer piccolissimo, ma pieno di sostanza

Dopo mesi di voci e indiscrezioni, Apple ha finalmente presentato ai primi di gennaio il suo attesissimo Macintosh a basso costo, battezzato Mac mini. Anche stavolta la casa della mela se ne è uscita con un prodotto pressoché unico: un computer da 16,5x 16,5 x5 centimetri e un chilo e mezzo di peso, sufficientemente potente da gestire senza battere ciglio compiti impegnativi come il montaggio video in alta risoluzione (HdTv). Il tutto a un prezzo mai raggiunto prima da un Macintosh, 499 euro Iva compresa. Per questa cifra ci si porta a casa la versione base, equipaggiata con processore G4 a 1,2 GHz, 256 Mbyte di Ram (espandibili a 1 Gbyte), grafica Radeon 9200 con 32 Mbyte di Ram dedicata, disco da 40 Gbyte, modem 56K e masterizzatore Cd/lettore Dvd. Le microscopiche dimensioni rendono più complicato del solito aggiungere componenti dentro lo chassis, per cui Apple consiglia di rivolgersi ai centri autorizzati per installare, per esempio, Bluetooth e Wi-Fi per i collegamenti senza fili, il masterizzatore Dvd al posto dell’unità combo o l’espansione della Ram (un solo slot per Ram DDR2700, fino a 1 Gbyte). L’espandibilità esterna è garantita da una lunga fila di prese sul retro: una Firewire, due Usb2, Ethernet 10/100, modem, video Dvi (di serie viene fornito l’adattatore Vga), uscita cuffie. Tastiera e mouse Usb sono opzionali, così come il monitor, ed è quindi possibile riutilizzare quelli del Pc. Apple infatti non fa mistero del fatto che questo Mac è studiato per chi è stufo di scontrarsi con i problemi delle macchine Windows, e vuole disporre di un computer stabile, amichevole e soprattutto sicuro (niente virus, niente spyware eccetera). Il Mac mini quindi nasce come “seconda macchina”, sia per chi già possiede un Mac, sia per chi utilizza abitualmente un Pc Windows. La lista degli utilizzi possibili è infinita: il mini può essere usato come server di rete o Web, visto che arriva con Apache già configurato e dialoga con le altre macchine usando Samba, AppleTalk e Rendez-Vouz – nonché Wi-Fi e Bluetooth se scegliete le versioni predisposte wireless. Può anche fare da client in una rete d’ufficio, o svolgere compiti da media center collegato al Tv al plasma del salotto – se il vostro megatelevisore non avesse l’ingresso Dvi, è disponibile in opzione un cavetto Dvi/videocomposito. E ovviamente, può fare anche da primo computer, perché pur essendo un entry level ha tutta la potenza necessaria per gestire compiti anche sofisticati. Se proprio non vi bastasse il processore da 1,2 GHz (ma attenzione, a parità di clock un G4 è molto più efficiente di un Pentium4) per 100 euro in più si può acquistare la versione con Cpu da 1,42 GHz e 80 Gbyte di disco.

Autore: ITespresso
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