Apple MacBook Pro, potenza e riconoscimento biometrico

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Touch Bar sui nuovi Macbook Pro

IN PROVA – MacBook Pro conquista il riconoscimento biometrico con Touch ID. Promossa la nuova tastiera. Per il successo della Touch Bar serve lo sforzo degli sviluppatori. Quella che non manca è potenza. Ecco cosa offre quello che a nostro avviso è uno dei tre migliori laptop in assoluto

Con l’arrivo a ottobre dei nuovi MacBook Pro (sempre nella doppia diagonale 13″ e 15″), di cui attendiamo a breve il refresh tecnologico (può mancare la 7a generazione Intel?), Apple è riuscita a offrire a tutti i vendor che propongono laptop “Windows based” un esempio eccellente di come può essere pensato un laptop, certo, anche e soprattutto per i professionisti, che lascia davvero poco a desiderare perché pensato e costruito a regola d’arte.

Abbiamo provato e utilizzato come laptop da lavoro MacBook Pro 15″ nella sua configurazione standard migliore, quindi equipaggiato con Intel Core i7 a 2,7 GHz (Core i7-6820HQ)con 8 MByte di cache L3, SSD da 512 Gbyte, 16 Gbyte di RAM e, oltre a Intel HD Graphics 530, AMD Radeon Pro 455, con i suoi 2 Gbyte di memoria grafica dedicata. E’ più che evidente che quella proposta sia una configurazione ‘senza imbarazzi’ di sorta, in grado di supportare qualsiasi flusso di lavoro multimediale.

MacBook Pro 15"(2016)
MacBook Pro 15″(2016)

MacBook Pro, un design senza confronto

Tuttavia è evidente come le novità ‘maggiori’ nei nuovi MacBook Pro riguardino anche ‘il cofano’ che continua a essere completamente di metallo unibody in alluminio (1,5×34,9×24,0 cm per 1,8 Kg), come è oramai da diverse generazioni. Prima ottima impressione: Apple sceglie la via del futuro e la sceglie standard, dotando i MacBook Pro di quattro porte USB-C (Thunderbolt 3), intercambiabili tutte per l’utilizzo di ricarica, Display Port, l’utilizzo USB 3.1 Gen 2 e Thunderbolt. 

Secondo punto: arriva Touch ID. Finalmente la possibilità di avere disponibile anche su un MacBook Pro, senza periferiche esterne, il riconoscimento biometrico per autenticarsi. In questo caso lo stesso tasto si utilizza anche come pulsante di accensione.

MacBook Pro 15"
MacBook Pro 15″

Terzo punto: Tastiera e trackpad rinnovati. Ci voleva del coraggio a cambiare, ma alla fine ci ha convinto. La nuova tastiera permette un’ulteriore accelerazione nella digitazione, con minore affaticamento. Abbiamo provato a sfruttare esclusivamente il nuovo MacBook Pro e poi tornare alla tastiera del vecchio, e la differenza si sente, e se tutto nel tempo ancora andrà come deve andare, non torneremmo più indietro.

Il nuovo meccanismo, inaugurato per la prima volta su MacBook, a farfalla, ci ha convinto. Del tutto senza discussione il parere favorevole sul nuovo touchpad. Il più ampio di sempre che abbiamo utilizzato su un laptop.

MacBookPro 15" (2016) la tastiera a filo
MacBookPro 15″ (2016) la tastiera a filo – Si ha la sensazione della corsa del tasto estremamente ridotta, la digitazione è ancora più confortevole. Un minimo di abitudine e tornare indietro non sembra più la scelta migliore

Quarto punto e non per questo meno importate: basta prendere in mano il modello da 15″ per “sentire”, toccare con mano il lavoro di lima che è stato svolto anche sullo chassis, più sottile, più leggero. Sensibilmente più leggero. Un miglioramento che, se si parla di MacBook Pro, per quanto riguarda la mobilità (e ad avere la disponibilità economica) qualche dubbio nella scelta di MacBook Air dovrebbe sortire.

Parliamo di poco meno di 15 mm di spessore per il 13″ (-23 percento di volume rispetto al modello precedente), mentre per il nostro 15″ parliamo di una riduzione di volume del 20 percento per 1,8 Kg.

Quinto punto: l’esperienza visiva. La luminosità a 500 nits di questa proposta su un display Retina con risoluzione 2880×1880 è imbarazzante nella maggiore parte dei confronti con altri laptop. Ancora una volta, però, invochiamo anche la disponibilità di un vetro opaco. Non è per nulla vero che con questa scelta verrebbero meno o sarebbero meno valorizzate le potenzialità del display. Ne siamo convinti.   

MacBook Pro e la nuova TouchBar

Dedichiamo un paragrafo a parte per il sesto punto, ci arriviamo: la Touch Bar. Alla fine della nostra prova quasi ci sentiamo di dire che sì, ci sta, bene, ma non ha spostato molto più in là il nostro apprezzamento. Il display multi-touch Retina chiamato Touch Bar sostituisce i tasti funzione, avvicina i comandi alle dita dell’utente e si adatta alle applicazioni, proponendo scorciatoie di vario tipo e consentendo di sfogliare le foto in modo nuovo, allo stesso tempo è pure vero che chi è fedele da tempo a Mac Os, tante delle possibilità proposte le esegue già tramite le scorciatoie da tastiera, così come è vero che se chi scrive applicazioni non sfrutta le librerie per valorizzare le proprie app e anche la Touch Bar, il respiro rimarrà limitate alle applicazioni di casa Mac.

MacBook Pro 15" - Touch Bar buona idea. Vedremo se chi scrive app seguirà la via
MacBook Pro 15″ – Touch Bar buona idea. Vedremo se chi scrive app seguirà la via

Per esempio, aprite il client di Outlook 2017 in Office 365, fate un po’ di cose con la vostra email, e la touchbar non serve a quasi nulla. Fate la stessa cosa con Mail di Apple e vi si apre un mondo! Poi ci attendiamo qualche miglioramento ‘intelligente’.

Se di fronte a una schermata qualsiasi nove volte su dieci abbiamo utilizzato la regolazione della luminosità e non quella del volume proposta (Volume Sù, Volume Giù e Niente volume), perché il sistema non ci propone direttamente la regolazione della luminosità in un tocco invece che farci sfiorare prima l’icona?

Una cosa è certa, Touch Bar non è paragonabile al tentativo di almeno un paio di anni fa condotto da Lenovo sul suo Lenovo X1 Carbon. Parliamo infatti di due cose davvero diverse, nel caso di Lenovo semplicemente sostitutiva dei tasti funzione, in questo caso vera e propria idea nella trasformazione di utilizzo di quella (ex) fila di tasti, ma c’è tuttavia ancora da fare.

MacBook Pro - Solo USB-C e minijack
MacBook Pro – Solo USB-C e minijack

MacBook Pro alla prova dei fatti

Abbiamo ripercorso solo le specifiche essenziali di questa proposta, per inquadrare il modello, e anche in questa parte le utilizzeremo per argomentare la nostra esperienza. Non possiamo fare a meno di notare che MacBook Pro nella configurazione da noi provata costa circa 3300 euro.

E’ una cifra davvero molto alta, con il sistema MacBook Pro di base disponibile a circa 600 euro in meno. E tuttavia pensiamo anche, senza dubbi, che parliamo di una configurazione top, su un laptop che non mostra punti deboli e che dispone sempre anche di grafica discreta.

MacBook Pro 15" - TouchBar e TouchID. in questo MacBook Pro minimalista non c'è nemmeno il simbolo sul tasto di accensione. E non se ne sente la mancanza
MacBook Pro 15″ – TouchBar e TouchID. in questo MacBook Pro minimalista non c’è nemmeno il simbolo sul tasto di accensione. E non se ne sente la mancanza (è a fianco dell’icona Siri)

Al di là delle performance ‘fisiche’, la nostra esperienza con questo laptop è probabilmente la migliore avuta nel testing di tutta la collezione 2016. Anche per quanto riguarda la durata della batteria: alla fine siamo rimasti impressionati, perché in un utilizzo quotidiano, relativamente standard, fatto di tanto office, video, streaming, un po’ di fotoritocco e montaggio, difficilmente siamo scesi sotto le 8 ore senza problemi.

Quello del montaggio e dell’elaborazione grafica 3D sono ambiti in cui l’ottimizzazione con il software Final Cut Pro X paga di più. Questo modello nasce per gestire flussi video 4K con disinvoltura e la differenza in queste lavorazioni è marcata ulteriormente proprio da AMD Radeon.  Anzi, escludendo il montaggio siamo sempre stati vicini alle 10 ore.  Di fronte all’incognita su quanto proposto a livello di interfacce abbiamo poco da dire. Dalla prima ora siamo assolutamente favorevoli a un allineamento per tutti i vendor su USB Type C. In questo caso con l’unica eccezione del mini jack.

Non si poteva fare diversamente, ma allo stesso tempo l’idea che su iPad e MacBook resti il mini jack, estirpato da iPhone, un poco ci infastidisce, e non vediamo l’ora che anche tutti i device Apple sfruttino il connettore USB Type C, con buona pace per tutti e grande gioia per gli utenti.

MacBook Pro - Contenuto della confezione. Il minimo, come sempre (cavo lungo 2m)
MacBook Pro – Contenuto della confezione. Il minimo, come sempre (cavo lungo 2m)

Allo stesso tempo, poiché il mondo non si aggiorna né si allinea allo schioccare delle dita, riconosciamo che il mantra per cui tutte le periferiche devono essere integrate, e non bisogna portarsi dietro gli accessori, con MacBook Pro (2016) è ampiamente smentito.

Una mini dock è indispensabile, fosse anche solo per le schede di memoria, fosse anche solo per poter collegare foto e videocamere, con gli adattatori si rimedia alla connettività con i display e i videoproiettori, inutile dire che tutti i connettori vanno acquistati a parte. Più che buono il comparto audio, anche nell’utilizzo senza cuffie con i diffusori ai lati della tastiera. I bassi ci sono davvero, senza bisogno di credere al marketing, in questo caso. Eh, sì per quanto riguarda FaceTime a 720p probabilmente non serve molto di più come webcam. Ancora per quanto?

I benchmark GeekBench condotti sfruttando il comparto grafico discreto hanno restituito punteggi oltre le attese (sfiorano i 40mila punti) con la sottosezione Raw che distingue la proposta. Si tratta di un punteggio complessivo tra l’altro che imbarazza in alcuni comparti anche Mac Pro (configurazione 2013). Le performance OpenCL per Intel HD Graphics 530 hanno segnato il punteggio complessivo di 18300. Inutile dire che la rumorosità di questo MacBook Pro è pari a zero. 

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