Apple Music pagherà gli artisti anche nel trimestre gratis

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Nel 2016 Apple giocherà la carta delle novità di prodotto
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Apple Music non convince tutti: gli artisti si dividono fra chi è soddisfatto del modello di musica in streaming e chi esprime forti critiche. Intanto il nuovo servizio, al debutto dal 30 giugno, introduce il Revenue sharing fin da subito, come chiesto da da Taylor Swift

Apple Music debutterà il 30 giugno e per il periodo di prova di tre mesi il nuovo servizio di musica in streaming di Cupertino sarà gratis.

Apple Music dice sì a Taylor Swift: pagherà gli artisti anche nel trimestre gratis
Apple Music dice sì a Taylor Swift: pagherà gli artisti anche nel trimestre gratis

Ma a cantare vittoria è la cantante Taylor Swift, che aveva scritto una lettera aperta per chiedere a Apple di abbandonare  il progetto iniziale di non pagare gli artisti nel corso del trimestre di prova gratuita. L’open letter di Taylor Swift su Tumblr ha fatto capitolare Apple: Eddy Cue ha risposto all’artista su Twitter, fino alla resa incondizionata: Apple pagherà artisti ed indie, autori e produttori, introducendo il modello di revenue sharing fin da subito.

Del resto, i soldi non mancano ad Apple, l’azienda con maggior capitalizzazione a Wall Street: “Rispetto la società e le sue menti geniali. Sappiamo il successo astronomico di Apple e sappiamo che questa incredibile azienda ha i soldi per pagare artisti, autori e produttori per i tre mesi di prova. Tre mesi senza essere pagati è un periodo lungo, e non è giusto chiedere a nessuno di lavorare per niente” aveva scritto Swift nella lettera aperta dal titolo ‘To Apple, Love Taylor’, in cui puntava sulla necessità di pagare chi lavora: “Noi non chiediamo iPhone gratis. Per favore non chiedeteci di offrirvi la nostra musica senza essere ricompensati“.

Ma Apple Music sta comunque dividendo il mondo della musica: Lars Ulrich dei Metallica si dice soddisfatto, mentre esprime critiche Billy Corgan degli Smashing Pumpkins: “La realtà sono quegli altri 10.000 artisti a cui Apple non presta attenzione. […] Una volta che gli artisti avranno capito il potere che hanno in questo mercato, succederà un putiferio. Questa è una grande ammissione dal lato di Apple, sono spaventati dall’ondata negativa che ne potrebbe derivare, quindi vogliono stroncarla sul nascere. […] Non siamo pagati in modo commisurato al nostro valore da Apple, Spotify o da nessuno. Quando gli artisti si risveglieranno, ci sarà una guerra sanguinosa e questo è un grande segno di quello che ho predetto“. Insomma, la vittoria di Taylor Swift è solo una pagina (patinata) del problema, il mondo musicale è in fermento.

La crescita della musica digitale è dovuto a Spotify, il servizio di streaming valutato oltre 8 miliardi di dollari.

Per la prima volta nel 2014, gli utenti hanno acquistato musica online spendendo tanto quanto per comprare Cd: ma i guadagni degli artisti si assottigliano.

Il consumo online, che comprende anche il download di tracce digitali da Apple iTunes e lo streaming a pagamento o gratuito supportato dalla pubblicità, è salito del 6.9% a 6.85 miliardi di dollari, secondo la britannica International Federation of the Phonographic Industries (Ifpi). Questo incremento ha trainato la crescita del 46% dell’intera industria musicale a quota 15 miliardi di dollari.

Mentre le vendite dei supporti fisici (Cd) e il download calano, aumenta lo streaming. Gli abbonamenti musicali hanno compiuto un balzo del 39% a 1.57 miliardi di dollari.

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Autore: ITespresso
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