Apple nell’era post Steve Jobs alla prova del mercato

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Nel giorno più lungo di Apple, Samsung e Htc potrebbero approfittare della delusione per iPhone 4S e il mancato lancio di iPhone 5. Il titolo è in fibrillazione

Apple è la seconda azienda per capitalizzazione a Wall Street, alle spalle del gigante petrolifero Exxon Mobil. I necrologi e il sito di Apple listato a lutto, per la morte di Steve Jobs, non fermano Wall Street. “Il denaro non dorme mai” come diceva l’omonimo film di Michael Douglas e a mettere in fibrillazione il titolo di Apple è stata la presentazione, scialba e senza carisma (a sentire i commentatori), di Tim Cook e della squadra di Apple. Senza Jobs sul palco, a Cupertino non si è accesa la scintilla: Apple oggi sente quanto mai l’assenza di Steve Jobs, oltreché dell’iPhone 5. L’iPhone 4S, identico nel design del modello precedente, anche se “tutto rinnovato dentro” (come ha precisato Tim Cook, illustrando Apple A5, il chip dual core, già sperimentato su iPad, e la fotocamera da 8 Megapixel). Ma ormai gli smartphone dual-core, con 8 Mp di fotocamera e con tecnologia Assistant (quella di Apple si chiama Siri) non sono una novità: gli “Android parlanti” sono sul mercato da un pezzo, sui Megapixel Nokia ha una marcia in più (addirittura N8 ne aveva 12 con lenti Carl Zeiss), e, quanto al dual-core, Nvidia ha già presentato i processori quad-core. Insomma, l’iPhone 4S sembra il vecchio iPhone solo un po’ potenziato.

Apple oggi entra a tutti gli effetti nell’era post Steve Jobs e va alla prova del mercato. Wall Street sta calcolando quanto contasse Steve Jobs in termini di capitalizzazione e valutazione del titolo. Piper Jaffray osserva che Jobs non solo inspirava e creava nuove categorie di prodotti (Mac, iPod, iTunes, iPhone e iPad), ma era fonte d’inspirazione per altri leader hi-tech a seguirlo sulla stessa strada. Questo è un innegabile plusvalore che Jobs aveva, tanto che il titolo di Apple era cresciuto del 9.000 % dal suo ritorno a Cupertino dal 1997. Jobs non era solo un visionario, che amava fare il suo lavoro nei minimi dettagli, ma era soprattutto un mago del marketing e si trasformava in un “artista” quando saliva sul palco per presentare l’ultimo iDevice. Aveva un “tocco magico”, un quid in più rispetto agli altri, soprattutto all’insegna del design sofisticato, però minimalista.

Secondo Ovum, Apple non può sbagliare nel breve termine perché la società lancerà prodotti ancora ideati da Jobs (si parla da tempo anche di una iTv e di una possibile acquisizione di Hulu): “La domanda è se possono continuare a lanciare prodotti di successo senza di lui (nel lungo termine)... In un più lungo periodo, Apple rischia di diventare una società più ordinaria senza di lui“. Lee Jun-hyuck, fund manager di Dongbu Asset Management. afferma: “Jobs era un AD di successo e il suo successore Tim Cook affronta un test: capire se Apple sarà in grado di guidare il mercato globale come ha fatto finora“. Secondo Forbes Jobes valeva 7 miliardi di dollari: “Era Apple di Jobs, non Jobs di Apple“, conclude Shinhan Investment.

Senza Steve Jobs, secondo Reuters, si assottiglia il gap fra Apple e le sue rivali (soprattutto Samsung e Htc). Samsung ha già mostrato gli artigli (vorrebbe bloccare le vendite di iPhone 4S in Italia e Francia, a causa della violazione di brevetti wireless; è la risposta al blocco del Galaxy Tab in Germania, a causa di un’ingiunzione di Apple). Inoltre, secondo le ultime indiscrezioni, Samsung starebbe per lanciare Nexus Prime, un nuovo anti-iPhone. Già il Galaxy S 2 ha venduto 10 milioni di esemplari in poche settimane, ed Android è il primo sistema operativo al mondo, con il doppio di market share di Apple iOS.

Senza Jobs per Apple la strada, al momento, pare più in salita. E il titolo, nonostante i possibili recuperi, è in fibrillazione. I titoli di Samsung e di Nokia hanno guadagnato. Microsoft ha guadagnato il 5.1% e Intel il 14%.

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Autore: ITespresso
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