Apple Pay stenta a decollare

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Apple Pay debutterà in Cina a febbraio
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Il sistema di pagamento di Apple ha forti potenzialità, ma incontra ostacoli. Intanto Apple rottama gli smartphone rivali per guadagnare quote di mercato

Il nuovo sistema di m-payment di Apple, per pagare in mobilità, delude. Secondo Bloomberg, Apple Pay non sarà un flop, ma, rispetto alle sue grandi ambizioni, sta fallendo nel catturare tutti i potenziali business.

Da un sondaggio, condotto da Phoenix Marketing International, emerge che due terzi degli utenti denunciano problemi durante l’utilizzo del servizio. Il 66% di utenti di iPhone 6 e 6 Plus ha attivato Apple Pay, ma la metà, quando visita un negozio etichettato come “Apple Pay merchant”, scopre di non poter accedere al servizio di m-payment perché non è ancora abilitato. Phoenix, che ha condotto l’indagine su 3000 persone, afferma che “hanno creato la domanda“, ma poi hanno generato incertezza.

Delusione Apple Pay: per ora il sistema di m-payment non decolla
Delusione Apple Pay: per ora il sistema di m-payment non decolla

Il Ceo di Apple, Tim Cook, dopo aver venduto 74.5 milioni di iPhone, registrando un incremento del 90% nel trimestre dello shopping natalizio, avendo messo la freccia su Samsung, di recente, all’evento Apple Watch, ha annunciato che Apple Pay è accettato presso 700 mila retailer e 2.500 banche.

Le principali banche e i più grandi network di carte di credito stanno spingendo Apple Pay, per accelerare l’adozione dei Mobile Payment (m-payment) e mantenere il controllo delle transazione. Il mercato vale 67 miliardi di dollari di vendite nel 2015, secondo Forrester Research.

Apple Pay, trasforma i nuovi iPhone in portafogli digitali. Anche Samsung è entrata nel mercato con Samsung Pay, che debutterà nel terzo trimestre in USA e Sud Corea. Poiché NFC (near field communication) non è diffuso (solo il 10% dei negozianti ne dispone), Samsung Pay ha adottato NFC più la tecnologia MST (magnetic secure transmission) usata dal 90% dei retailer: per confermare il pagamento, è sufficiente l’impronta digitale. Google è al lavoro su Android Pay.

Nei primi quattro mesi, l’utente di Apple Pay ha compiuto in media 2.6 transazioni in-store: più della metà ha effettuato acquisti dentro un Apple store, circa un terzo da Macy’s e il 36% da McDonald’s.

La maggior parte di chi ha scelto Apple Pay, ha detto di averlo preferito alla carta di credito perché il sistema è più veloce. Il 60% perché il sistema è “nuovo e cool”, il 58% ha pensato che fosse più sicuro.

Aite Group ha però scoperto che Apple Pay è stato nel mirino delle frodi: l’8% delle transazioni fraudolente contro lo 0.1% delle tradizionali transazioni con carta di credito.

Più di 800.000clienti di  Bank of Americahanno csaricato 1.1 milioi di carte di credito su Apple Pay: JPMorgan Chase ritiene che la crescita sia significativa fra i più giovani e con redditi più elevati. Visa ha aggiunto che 43 banche, pari al 74% del volume, ha adottato il sistema per autenticare gli acquisti via iPhone.

Un’altra ricerca di Citi Research attribuisce però la lenta adozione degli m-payment alla scarsità di commercianti e al mancato funzionamento dei terminali.

Per ora Apple Pay inciampa. I costi sostenuti dalle banche nell’upgrade tdei sistemi a EMV chip, rappresentano ancora un ostacolo.

Infine, Apple rottama gli smartphone rivali – Blackberry, Windows Phone e Android -, grazie all’apertura del trade-in ai dispositivi concorrenti, per consentire all’iPhone di guadagnare nuove quote di mercato.

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Autore: ITespresso
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