Apple seguirà Google nelle indagini UE sulla privacy dei dati

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Apple porrà rimedio al bug del tracciamento di iPhone e iPad con un aggiornamento software. Ma, come insegna il caso Google Street View, quanto è successo non sfuggirà alle Authorty privacy UE

Apple rischia di seguire a ruota la sorte di Google in un’indagine europea sulla privacy dei dati degli utenti. Sarà più la UE che gli Usa a investigare sulle lacune possibili in tema di privacy dei dati, dopo la scoperta della localizzazione degli utenti di iPhone e iPad. Il Ceo Steve Jobs ha negato il tracciamento degli utenti, ma ha ammesso il bug. Apple porrà rimedio con un aggiornamento software, ma non si sottrarrà probabilmente a un’inchiesta della UE, come già sa Google Street View.

Aspetti che appaiono insignificanti agli occhi dei cittadini americani hanno un peso maggiore nell’Unione europea, come è successo alla connessione con il WiFi e alla raccolta di dati “a strascico” delle Google cars. Le authority di Germania, Francia e Italia vogliono monitorare se Apple iPhone e iPad abbiano violato le norme della privacy tracciando, archiviando e condividendo dati sulle localizzazioni degli utenti. Anche i regolatori irlandesi stanno esaminando il caso.

Legislkatori statunitensi hanno inviato lettere a sei aziende, Apple e Google comprese, per determinare come la localizzazione dei dati venga immagazzinata nei sistemi mobili dei dispositivi e come venga poi trasmessa. Anche perché tutto è legato alle app di geo-localizzazione. I ricercatori di O’Reilly Media hanno detto che gli iDevice di Apple mantenevano i log delle coordinate latitudine-longitudinali insieme al tempo della visita ai luoghi. Apple adesso ridurrà la quantità di dati che gli iPhone archiviano.

Gartner avverte che più i brand e le aziende diventano grandi, più finiscono sotto la lente dei regolatori. Succede a tutti, prima a Microsoft e Intel, poi a Google, oggi a Apple. Un portavoce di Viviane Reding, vicepresidente della UE e a capo dell’Agenda Digitale dell’Unione europea, ha detto che ogni tecnologia di tracciamento deve essere “proportzionata” e permettere aglio utenti di “dare un consenso informato”. Sistemi di opt-in e di invio anonimo, unito a meccanismi cifrati, sono un’altra cosa.

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Autore: ITespresso
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