Apple caccia WikiLeaks da App Store, Google l’accoglie su Android Market

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WikiLeaks: La CIA spiava smartphone e smart tv

La Web app non ufficiale di WikiLeaks, il sito delle fughe di notizie, è stata ritirata da App Stor, ma entra in Android Marker. Apple e Google, divise da Julian Assange

Apple si aggiunge alla lista dei Big IT che non vogliono supportare WikiLeaks, dopo che il vice presidente Joe Biden ha definito l’ex hacker Julian Assange un tecno-terrorista. Alla cacciata di WikiLeaks da parte di Amazon, EasyDns, PayPal, Mastercard, Visa e Bank of America (Bofa sarà nel mirino della prossima fuga di notizie, prevista l’11 gennaio), si aggiunge dunque l’esclusione da Apple App store della Web app a pagamento di WikiLeaks.

Come si è giustificata Apple di fronte a chi l’accusa di cyber-censura contro il sito delle “fughe di notizie”? Apple ha semplicemente spiegato che l’applicazione Web di WikiLeaks è stata rimossa in quanto “Viola le linee guida di sviluppo di App Store. Un’app deve rispettare le leggi locali e non mettere in pericolo individui o gruppi”. I giornalisti si chiedono chi sia minacciato dall’applicazione non ufficiale di Wikileaks, ma Apple non ha fornito ulteriori delucidazioni. Dopo il niet a Flash (per motivi “tecnologici”: Apple preferisce Html5) e al porno (vietato su iPhone e iPad), ora arriva il no della Mela a WikiLeaks.

Update: Con una mossa a sorpresa Google ha accolto la Web app, rimossa da Apple, sul proprio Android Marketplace. Lo rivela Reuters. Ecco il link da smartphone Android: market://search?q=pname%3Aair.wikileaks.

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