Apple torna in pista con l’auto a guida autonoma

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Le Apple Cars potrebbero arrivare nel 2019

Apple ha ottenuto dalla Motorizzazione della California (Department of Motor Vehicles) il permesso di testare l’auto a guida autonoma, progetto su cui stanno lavorando altri big della tecnologia e del settore auto come Google, Tesla, Bmw

L’idea sembrava sfumata, mentre oggi si apprende che Apple fa un passo avanti nel progetto di auto autonoma. Apple ha ottenuto dalla Motorizzazione della California (Department of Motor Vehicles) il permesso di testare l’auto a guida autonoma, progetto su cui stanno lavorando altri big della tecnologia e del settore auto come Google, Tesla, Bmw.

Secondo il sito Business Insider, il permesso è stato esteso a tre auto, delle Lexus RX, e a sei guidatori. Da tempo circolano indiscrezioni di tutti i tipi sull’auto Apple, nome in codice Project Titan. Secondo l’Ansa, all’inizio sembra che la società avesse impiegato circa mille ingegneri poi, lo scorso settembre, si era diffusa la voce di uno smantellamento o ridimensionamento del progetto. Forse, più semplicemente, Apple aveva rinunciato a costruirsi una macchina che si guidasse da sola e si era concentrata su un software ‘made in Cupertino’ da applicare ai veicoli.

Project Titan addio, Apple punta al software per la guida autonoma

Lo sviluppo di Apple Car avveniva all’interno di un edificio collocato in una zona industriale a Sunnyvale, in California, in un laboratorio di auto elettriche sulla 960 Kifer Road. Apple avrebbe sperimentato la guida autonoma su una flotta di prototipi Dodge Caravan. Da un rapporto della Frankfurter Allgemeine, Apple Car sarebbe stata perfino in fase di sviluppo anche presso un centro di ricerca segreto di Berlino. Ma, dopo tante speculazioni, Bart Nabbe, esperto di automobili a guida autonoma, un passato in Toyota, avrebbe lasciato Apple con destinazione Faraday Future, già definita la “Tesla cinese”.

Anche se la sua dipartita è stata compensata dall’ingresso in società dell’ex BlackBerry, Dan Dodge, esperto di software automotive, pare che il progetto si fosse arenato. E neanche l’arrivo di Chris Porritt, ingegnere ex Tesla Motors, specializzato in ingegneria di veicoli a propulsione elettrica, avrebbe infuso nuova linfa in Project Titan, un progetto già in panne dopo l’uscita di Steve Zadesky a inizio del 2016.

Inoltre Car ha ancora senso, dopo che il colosso di Cupertino ha investito un miliardo di dollari nella cinese Didi Chuxing, definita come la “Uber cinese”? Non è che Apple sia più interessata ai servizi esclusivi di mobilità invece che a una vettura fata di bulloni ed elettronica? Software e servizi sono più nelle corde della società, che ha anche assunto Jonathan Cohen, ex direttore della divisione deep learning di Nvidia, esperto di tecnologie di autoapprendimento collegate ai chipset ed ai software per la guida autonoma sulle auto.

La società vorrà dire la sua in tema di interazione uomo-macchina (servizi e software), ma non salire su una Apple Car (hardware). A capo di tutto, c’è Bob Mansfield figura determinante dietro i successi di prodotti come MacBook Air, iMac e iPad. Mansfield è arrivato in Apple nel 1999 ed è stato una delle figure più importanti su cui Steve Jobs sapeva di poter contare. Ha lasciato il gruppo nel 2013 per lavorare come consulente, poi è stato richiamato da Cupertino.

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