Approvata la bozza sulla protezione dati nella UE

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Approvata la bozza per la protezioni dei dati in Europa
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La bozza della Regolamento sulla Protezione dei dati è stata approvata a
maggioranza con 621 voti a favore del Parlamento europeo e solo 10 voti contrari. Da Neelie Kroes il documento per un cloud più trasparente

Il Parlamento europeo ha approvato  la bozza sulla protezione dati nella UE, destinata a diventare direttiva europea. Il documento offre più potere agli utenti dei servizi online, propone più forti salvaguardie per i cittadini europei che viaggiano all’estero, ed aumenta in maniera sensibile le multe che possono essere imposte sulle aziende che rompono i ruoli.

La bozza della Regolamentazione è stata approvata a stragrande maggioranza con 621 voti a favore del Parlamento europeo e solo 10 voti contrari. L’iter della direttiva ora prosegue così:la proposta di Regolamento verrà adottata dal Consiglio dei Ministri usando le “procedure di ordinaria legislazione”, ma il voto di ieri significa che la bozza non verrà cambiata neanche in seguito alle prossime elezioni europee di maggio.

La bozza sulla protezione dei Dati era slittata varie volte, a causa delle lobby dei gruppi statunitensi, che speravano di diluire le richieste europee sulla privacy. Le voci critiche parlano di un regolamento sproporzionato che potrebbe avere un impatto sulle PMI.

Ma Jan Philipp Albrecht, portavoce per la direttiva sulla Data Protection, è soddisfatto del lavoro svolto: “I cittadini europei si aspettano una forte normativa sulla protezione dei dati in Europa. Dopo due anni di negoziati, la maggioranza potrà fare a meno degli Stati membri recalcitranti”.

L’attuale direttiva sulla privacy era datata: infatti era stata approvata nell’ottobre 1995, molto prima che Internet iniziasse a diventare fattore di traino delle maggiori economie d’Europa e prima che venisse creato Facebook. Le recenti revelazioni sulle pratiche di sorveglianza di massa da parte della National Security Agency (NSA) hanno messo in luce l’urgente necessità di riforma.

Secondo alcune stime, il valore dei dati personali dei cittadini europei può crescere potenzialmente fino a 1 trilione di euro all’anno dal 2020.

Il regolamento prevede il diritto all’oblio: il diritto che i dati siano cancellati, se non c’è legittima necessità a trattenerli. Le sanzioni salgono da un milione o 2% del giro d’affari annuale a 100 milioni di euro o fino al 5% del giro d’affari annuale.

La UE vuole un cloud certificato: sicuro ed affidabile
La UE vuole un cloud certificato: sicuro ed affidabile

Infine ieri Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea e a capo dell’Agenda digitale europea, ha pubblicato un documento per rendere il cloud più trasparente, più sicuro ed affidabile. Il cloud computing potrebbe generare 2,5 milioni di posti di lavoro, ma è necessario guadagnare la fiducia degli utenti. Un cloud certificato, non sarà sicuro ed affidabile al 100%, tuttavia mitigherà i rischi, e ercherà di evitare la perdita di controllo ed assicurare l’integrità e la privacy. Una lista richiede più trasparenza.

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Autore: ITespresso
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